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venerdì, Giugno 24, 2022
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Giletti e Mosca. O di quando persino Sallusti sbatte la porta…

POLITICA

di Daniele Santi

Un altro grande esempio di televisione á la page è venuto nella serata del 5 giugno da La 7 quando Giletti in diretta da Mosca, perché in questo paese si deve dare voce all’uno e all’altro in nome di una tendenza a una par condicio leggerissimamente deviata, dopo una intervista a senso unico (definizione mutuata dalle affermazioni di Sallusti poco prima che sbattesse la porta e se ne andasse), in studio si scatena il direttore di Libero che si sente in dovere di cantarle nei denti al conduttore.

Sallusti ha indossato il vestito della festa mentre le cantava chiare (qui il video del Corriere) e diceva a Giletti quello che pensava di una intervista a senso unico dove il contraddittorio era solo e soltanto un modo di dire, per poi andarsene annunciando di “rinunciare al compenso pattuito”.

“(…) Mi trovo in un asservimento totale” ha detto Sallusti rivolgendosi a Giletti “alla peggiore propaganda che ci possa essere. Quel palazzo che sta alle tue spalle, faresti bene a ricordarlo a chi ti sta di fianco, è il palazzo dove sono stati organizzati, decisi e messi in pratica i peggiori crimini contro l’umanità del secolo scorso e di questo secolo. Quello è un palazzo di merda. Tu dovresti avere il coraggio di dire ai tuoi interlocutori che il palazzo che hai alle spalle è un palazzo di merda perché lì il comunismo ha fatto le peggiori tragedie del secolo scorso e di questo secolo. E siccome a me fa tristezza vedere un giornalista che stimo venire chiamato bambino e incompetente da una cretina che non sa nemmeno di cosa sta parlando, perché noi la libertà ce l’abbiamo e sappiamo che cos’è e ce la difendiamo, io di fare la foglia di fico a quegli altri due coglioni che hai di fianco non ci sto, per cui mi alzo, rinuncio al compenso pattuito, ma a questa sceneggiata non voglio più partecipare. Grazie”.

Quindi Giletti sviene, letteralmente, e non è detto che ci sia stata causa-effetto tra le parole di Sallusti e lo svenimento gilettiano in un mondo in cui tutto fa audience e forse, nel suo privato angolo di dignità, il coraggioso Sallusti avrà pensato a come mai non le ha cantate così chiare a Berlusconi quando giochicchiava all’amicizia fraterna e un po’ adolescenziale con Putin. Del resto finché c’è vita c’è tempo per redimersi.

 

(6 giugno 2022)

©gaiaitalia.com 2022 – diritti riservati, riproduzione vietata

 





 

 

 

 

 

 

 



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