di Giovanna Di Rosa
Le elezioni del prossimo 12 giugno vedranno senza dubbio il trionfo tra le destre italiche, di nostra signora Meloni del dito puntato e dei silenzi più efficaci delle grida di Salvini. Lei, che si è già incoronata prossima regina d’Italia col 22% nei sondaggi (nei sondaggi, non nella realtà), uscirà probabilmente trionfatrice dell’agone elettorale la destra avrà un altro problema: perché Berlusconi e Salvini dovranno, in soldoni, fare quello che dice una donna.
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Essendo la leader di Fratelli d’Italia femmina, e tutt’altro tipo da quello di cui sembra essere abituato a circondarsi Silvio I da Arcore, riesce abbastanza difficile immaginare i due leader delle destre abituati a decidere con maschia determinazione, lasciare il bastone del comando, diretta emanazione di una virilità diventata ormai leggenda oltre che gossip, ad una donna che sta erodendo loro consensi senza fare nulla e che darà loro ordini. Che tristezza la vita: la spendi interamente a consacrare il tuo potere basato sul tuo essere maschio e poi ti cresci una leader che a suon di grida, non che faccia molto di più, ti svuota il barattolo dei consensi.
Sarà interessante vedere come andrà. Se Meloni, dopo il tonfo di Roma, riuscisse ad essere primo partito delle destre alle amministrative del 12 giugno ecco allora che si aprirà la questione Musumeci in Sicilia, e nessuno le si potrà opporre, insieme ad una resa dei conti interna che, soprattutto per Salvini, rischia di essere la definitiva espulsione dal mondo dei potenti ammesso che la Lega non gli stacchi la spina nell’immediato post-elezioni.
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(6 giugno 2022)
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