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sabato, Giugno 25, 2022
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Diseducazione leghista (e becero tifo al seguito)

POLITICA

di Massimo Mastruzzo*

Scimmie, scimmie calabresi, lavatevi che puzzate di ‘nduja”; “terroni di merda”; “Cosa è la Calabria? ‘Nduja e mafia?”; “Ributtateli in Africa”.

Non so se avete avuto modo di vedere il video del tifoso del Vicenza che si è prodigato nello snocciolare tutti gli stereotipi di stampo leghista, vomitando ogni aberrazione nei confronti dei calabresi. Eccolo il link del video rimosso da YouTube per ovvie ragioni: https://youtu.be/n-fvnvMB2Ag.

Io no (appunto il video è stato rimosso), anche perché non seguo da tempo le vicende calcistiche, ho preferito impegnare tutto il mio tempo libero nella battaglia per l’Equità Territoriale, e poi sono conoscente che aberrazioni verbali si possono ‘tranquillamente’ ascoltare anche durante una partita tra Salernitana e Napoli.

Il tifoso del Vicenza, dopotutto, non fa altro che ripetere quello che la politica leghista ha strategicamente sdoganato mediaticamente tra la maggioranza degli italiani del nord. Certo oggi Salvini ha opportunisticamente identificato nella nuova comunicazione discriminante leghista un nuovo soggetto da buttare in pasto al suo potenziale elettorato, ma quanto seminato negli anni ha ancora una buona rendita a certe latitudini mentali.

Quello che però faccio fatica a comprendere sono le giustificazione istituzionali che di volta in volta si cercano di trovare rispetto a certi atteggiamenti di particolare odio geografico. Badate bene, odio geografico non razzismo, alimentato da un’educazione alla minorità per i cittadini meridionali e alla soggezione politica per il loro rappresentanti politici; e d’altra parte, diciamo a nord del Po (riferimento per nulla casuale) ad una fastidiosa puzza sotto al naso, tono di superiorità, atteggiamenti boriosi, che vanno avanti dal 1860. Discriminazione alla quale gli italiani, tutti, in maniera più o meno inconscia, hanno finito per quotidianizzare.

Quanto sopra è lo specchio di quanto visto al Forum di Sorrento: istituzioni del Mezzogiorno con il cappello in mano, ad elemosinare che con i fondi straordinari del PNRR si possano finalmente realizzare opere pubbliche e infrastrutture che altrove vengono fatti con normali e ordinari fondi nazionali. Questo al cospetto di benefattori come il Ministro leghista Giancarlo Giorgetti (ministro dello sviluppo economico) che giusto l’altro ieri ha legalizzato la più grande truffa ai danni dei cittadini del Sud Italia: ha insabbiato i LEP in modo subdolo (come risulta dagli atti). Dopo aver ricevuto i dati sui livelli essenziali delle prestazioni dal Ministero del Tesoro, chiese alla commissione per il Federalismo Fiscale, di cui era presidente, una sessione segreta con la seguente motivazione: “facciamo come in antimafia, una seduta segreta, i dati potrebbero essere scioccanti“.

Truffa legalizzata vale, dal 2009, oltre 60 miliardi di euro in meno ogni anno ai cittadini del Sud.

Della Ministra Mariastella Gelmini, (Ministro per gli affari regionali e le autonomie della Repubblica Italiana) che nel 2010, da Ministro della scuola pubblica, emanò le ministeriali “istruzioni per il curricolo”, con cui si dettava alle case editrici scolastiche e ai docenti, come impostare il programma di Letteratura del ‘900 nei nostri licei: autori meridionali del ‘900 eliminati dai banchi di scuola, stralciati da una commissione di studio nominata appositamente dall’ex ministro. Ha eliminato dai programmi didattici autori meridionali quali Gesualdo Bufalino, Elio Vittorini, Leonardo Sciascia, Domenico Rea, Salvatore Quasimodo, Matilde Serao, Anna Maria Ortese, Grazia Deledda. Nemmeno Salvatore Quasimodo o Grazia Deledda, ha salvato, che pure ebbero il premio Nobel. Uno dei peggiori ministro dell’istruzione della Repubblica Italiana. Ci sono venuti dieci anni perché questi autori venissero riammessi. E mi fermo qui perché la passerella dell’ipocrisia vista al Forum di Sorrento meriterebbe un approfondimento di un analista comportamentale.

Voglio però chiudere con il Ministro per il Sud e la coesione territoriale, Mara Carfagna, che parlando dei porti meridionali, si è prodigata nell’informare i suoi esimi colleghi che, badate bene, il sud soffre di un grave gap infrastrutturale: “solo 7 su 24 sono collegati alla rete ferroviaria!” (Che per far uscire l’acqua calda dal rubinetto bisogna girare la manopola verso il colore rosso, pare lo sapessero già). Che non soltanto ai porti meridionali mancano i collegamenti alle ferrovie, ma che queste mancano a tutto il meridione, pare gli sia sfuggito. Succede.

Della notizia poi che Alta Velocità e Alta Capacità, si fermano a Napoli, ignorando porti come Gioia Tauro, Taranto ed Augusta, non è dato sapere se sono stati fatti approfondimenti tra il ministro per il Sud, il ministro per lo sviluppo economico e il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti della Repubblica Italiana (tutta), Enrico Giovannini, che rispetto all’argomento Ponte sullo Stretto invece se n’è venuto fuori con una battuta che nemmeno un bravo performer su Tik Tok saprebbe fare meglio: le navi porta container, troppo alte, non avrebbero lo spazio per passarci sotto. Possibile che, non dico il Ministro per il Sud, Mara Carfagna, ma nessuno dei suoi collaboratori abbia avuto la prontezza di informarlo che il Ponte, una volta realizzato,  avrebbe un’altezza libera sul mare di oltre 76 metri e che la più grande nave portacontainers esistente, la “Hmm Algeciras”, è alta 73,5 metri? E che senza Ponte comunque tutti i porti siciliani sono tagliati fuori dai flussi mercantili che passano sul Mediterraneo?

E che la sola Gioia Tauro, già oggi, senza spendere un euro, è in grado di ospitare le portacontainers, anche quelle più grandi, e sarebbe quindi opportuno rinunciare all’inutile diga foranea per fare attraccare le megacontainers a Genova fra 15 anni (a lavori conclusi, ma ne potrebbe comunque accogliere la metà di Gioia Tauro), per destinare i due miliardi che occorrerebbe spendere per riqualificare i collegamenti ferroviari alla portualità meridionale, il Ministro per il Sud e la coesione territoriale, Mara Carfagna, avrà avuto l’arguzia, e perché no, la sfrontatezza, di dirlo ai suoi colleghi, nonché ipocriti, Ministri così che il loro appassionato impegno per le sorti del Mezzogiorno possa essere agevolato?

*Segretaria nazionale M24A-ET
Movimento per l’Equità Territoriale

 

(15 maggio 2022)

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