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Il verbo di Mauro Corona: “C’è qualche giovinastro col cappello alpino (…) una cosa un po’ montata”. #Cartabianca colpisce ancora

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di Giovanna Di Rosa

Mancava il fondamentale parere di Mauro Corona, peraltro in perfetta linea con il primo comunicato stampa dell’ANA, quello del pre-Guerini e mancava Bianca Berlinguer che lo mandasse in onda per poter intavolare un contraddittorio da bar, che non serve nemmeno a lei. Così a #Cartabianca si è liquidata la bruttissima faccenda delle centinaia molestie durante l’invasione degli Alpini a Rimini.

Secondo Corona la questione si risolve con “qualche giovinastro col cappello alpino, sono tanti che lo comprano, sono sulle bancarelle eh. Credo che gli alpini che conosco io non abbiano neanche la stupidità di fare quei gesti lì. Penso a una cosa un po’ montata”. Così Berlinguer dice la sua: “Beh montata no, le donne hanno denunciato, hanno detto che ci sono stati questi palpeggiamenti, quelle cose disgustose che avvengono quando si è in mezzo alla folla e si cerca di allungare una mano nei confronti di una donna” consentendo a Corona di dare il meglio di sé: “Ovviamente le violenze ci sono state, chiamiamole violenze”. Un altro grande esempio di televisione. Complimenti.

Ma sul web le cose girano – a questo link il pezzo di Stefania Catallo con un intervento audio, testimonianza diretta di una protagonista – e Fanpage ha realizzato un video-servizio con testimonianze dirette (e immagini eloquenti) sulla bruttissima storia.

 

 


Basta mettere a confronto le dichiarazioni di Corona e il servizio di Fanpage e capire la differenza tra il pensiero di un’Italia obsoleta e chiusa in sé stessa, che trova fin troppo spazio in certi programmi televisivi pagati anche col canone delle donne molestate, e il paese reale dove succedono cose che non possono nemmeno essere raccontante senza che il primo che passa dica la sua opinione tesa, generalmente, a giustificare azioni e punti di vista ingiustificabili.

Un altro capolavoro di #Cartabianca o, più simpaticamente, un’altra scontro tra l’Italia che c’è e quella che si immagina – e va detto che purtroppo, in certa televisione, vince sempre quella che certuni immaginano.

 

(11 maggio 2022)

©gaiaitalia.com 2022 – diritti riservati, riproduzione vietata

 




 

 

 

 

 

 

 



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