di Ghita Gradita
Laura Pausini in vestito fucsia è davvero uno spettacolo nello spettacolo. E’ verdolino invece Mika (dopo essersi presentato in nero), più compassatamente elegante Catellan, qualche lustrino di troppo, e collo alla coreana. Scenografia strabiliante, come al solito. Il trio sul palco, quello dei presentatori non entusiasma: un velo pietoso sul commento in italiano di Malgioglio, anziana drag-queen della quale faremmo anche a meno. Meno male che c’è Cursi. Passiamo alla versione inglese senza commenti. Grazie a Raiplay.
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Canzoni: abbiamo trovato entusiasmante, per la ricercata composizione musicale, il pezzo dell’Ucraina, raffinatissimo e con un testo magnifico il brano presentato dalla Grecia. Altrettanto raffinato, ma più old-fashiones-USA il brano della cantante lituana dal caschetto alla Mireille Mathieu. Ci ha molto colpito la canzone delle tre sorelle dall’Islanda, raffinatissime le armonie vocali, ballata leggere e soave, che stupisce come un’aurora boreale. Tifiamo Mahmood e Blanco, ma questa canzone ci piacerebbe vederla in alto.
Passano in finale Svizzera, Armenia, Islanda, Lituania, Portogallo, Norvegia, Grecia, Ucraina, Moldavia, Olanda. La conduzione del trio italiano non proprio da ricordare. Ma va bene così. Eurovision è uno show. Chiunque ne sia parte sa che deve vincere lo show.
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(11 maggio 2022)
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