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HomeNotizieCome se fosse una cosa seriaSul nuovo presidente della Repubblica un altro insopportabile teatrino del berlusconismo

Sul nuovo presidente della Repubblica un altro insopportabile teatrino del berlusconismo

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di Giovanna Di Rosa, #politica

Nelle ultime 48 ore, in differenti appuntamenti televisivi, quelli condotti dai giornalistoni delle grandi reti, quelli che noi gli si fa una pippa – in senso figurato – quelli che fanno opinione e proprio perché la fanno cambiano opinione ogni due giorni, abbiamo assistito a quella che non è esagerato definire “l’ennesima insopportabile passerella” di certo mondo politico e troppo strettamente legato a certa politica a fare teatrino parrocchiale sull’elezione del nuovo presidente della Repubblica.

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A proposito di questo importantissimo appuntamento istituzionale soltanto il Partito Democratico, per quanto possa sembrare incredibile ai più, ha detto qualcosa di sensato con una dichiarazione di Letta e Orlando che esclude del tutto un voto a favore di Silvio Berlusconi.

E’ sempre difficile commentare il lavoro dei colleghi dell’informazione, ma ci sia consentito dire che troviamo assolutamente fuori luogo questo continuo pubblicare sondaggi che mettano DraghiBerlusconi a confronto come se l’elezione del presidente della Repubblica fosse qualcosa che fanno i cittadini: in Italia, dovrebbe essere chiaro, i cittadini votano soltanto i partiti e i (troppo spesso impresentabili) rappresentanti dei partiti in Parlamento. Sono questi eletti, o questa banda di matti se preferite, che a gennaio 2022 andranno a votare il prossimo presidente della Repubblica sotto i fucili puntati della stampa berlusconiana che, Sallusti in prima fila, spiegano in ogni trasmissione possibile perché Berlusconi deve andare al Quirinale, dimenticandosi di citare tutti i processi che lo hanno visto protagonista e delle sentenze che lo hanno condannato.

Se poi, come ha fatto Formigli, si affida la difesa delle istituzione ad Alessandro Di Battista, abbiamo fatto filotto.

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Così, tra annunci di alleanze e federazioni tra italie vive e coraggiose, i rappresentanti delle forze politiche in parlamento continuano a giocherellare con nomi e cognomi, con finte alleanze e rinculi, tra cambi di casacca e di collocazione, senza ricordare che i partiti voteranno con i seggi del 2018 e non con quelli presunti di oggi, riducono l’appuntamento istituzionale più importante della Repubblica a un giochino per adolescenti viziati in un insopportabile teatrino che si aggiunge a tutti gli altri messi in scena negli ultimi venticinque anni, guarda caso, dalla famosa discesa in campo del miliardario ridens che ha fatto dell’Italia ciò che ha voluto. Complici gli italiani.

 

(4 dicembre 2021)

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