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lunedì, Settembre 27, 2021

Meloni parla del Green Pass come “mantra da imporre”. A furia di cavalcare, cavalcare, stramazzerà al suolo

di P.M.M., #Politica

La leader di Fdi continua a cavalcare, e a creare, il malcontento ed oggi è il turno del Green Pass senza il quale non ci può essere un argine ai contagi: se il governo rifiutasse il Green pass state tranquilli che griderebbe all’omicidio di massa o almeno al tentativo di sterminio. La dichiarazione sul green pass poche ore dopo un’ennesimo intervento: questa volta sulle discoteche chiuse e vuote – faccia un salto a Riccione, sta dalle parti del Papeete, qualche trenta chilometri più in là, nel caso chieda a Salvini. Lui conosce la zona.

Nella puntuale cronaca che l’Adnkronos fa della lunga serie di inutili (e insulse) domande retoriche che Meloni pone, senza risposte perché risposte non ne ha e lei non pensa a soluzioni alternative, ma pensa ai sondaggi per far stare zitto Salvini, la leader di Fdi si rivolge ai soliti clienti della destra italiana: quelli che dicono di perdere decine di migliaia di euro al mese e ne denunciano 8mila all’anno: bar, ristoranti, discoteche con una spruzzatina di cultura e spettacolo, poca roba, perché da quelle parti lì le si crede poco.

Insomma sembra rivolgersi ai pacati manifestanti già di Io Apro, quelli che “non ci saranno incidenti” e del non avremo in piazza né il Buffalo Bill del Tortellino né il Gandhi della Cotoletta alla Bolognese, piuttosto che a quelli che hanno cinque ristoranti aperti e soltanto due dipendenti (dev’essere noto anche a Meloni che i ristoranti marciano ad Alexa, che governa i forni da sola, salta il fritto, impana la cotoletta e prepara la carbonara), insomma la solita politica politicata da politicante che poco ha fatto prima, salvo negare di essere stata ministra con Berlusconi – spread 522,11. Robetta – nulla fa ora, nonostante le intenzioni di voto, e pochissimo farà dopo.

Ora cavalca, cavalca e cavalca e si inventa il “mantra da imporrre” che lei conosce bene. perché a “mantra da imporre” ci vive. Se cambia il vento sentiremo il tonfo dell’amazzone disarcionata a centinaia di chilometri. Ne uscirà ammaccata. E sempre più furiosa. Proposte? Poche anche in quel caso perché al vuoto politico assoluto, che non siano slogan (o mantra da imporre) non c’è rimedio.

 

(23 luglio 2021)

©gaiaitalia.com 2021 – diritti riservati, riproduzione vietata

 




 

 

 

 

 

 

 



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