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L’ambizione personale che distrugge il Paese #iolapensocosì

di Marco Biondi #Iolapensocosì twitter@gaiaitaliacom #Politica

 

Mai come in questo periodo vediamo personaggi che, in autonomia, si spendono in dichiarazioni quasi fossero regnanti in monarchie assolutePersone, singoli individui, che ci raccontano, in assoluta autonomia ed esprimendosi a livello personale e non per conto del proprio partito di appartenenza, cosa succederà al Governo o alla Legislatura.
On/Off, così, come se avessero tra le mani l’interruttore da azionare per accendere o spegnere la legislatura.

Ha iniziato Salvini, un anno e mezzo fa. Dalle spiagge assolate, circondato da prosperose fans e agitando bicchieroni ad alta gradazione alcolica, ha deciso che era venuto il momento che il Paese gli desse pieni poteri. E così, in autonomia, ha “ordinato” al Presidente della Repubblica di sciogliere le camere e indire nuove elezioni. Sappiamo come è andata. Si è dovuto rassegnare a continuare ad occupare la sua comoda poltrona, sempre lautamente pagato dalle nostre tasse, ma stavolta all’opposizione. Purtroppo chi l’ha sostituito non ha avuto la forza di intervenire sulle imponenti strutture di comunicazione che aveva messo in piedi da “vice premier”, per cui, ancora adesso, subiamo le “casalinate” che lo fanno apparire ancora come una persona potente, ma tutti sappiamo che è stato ridotto ad una posizione più o meno innocua (checché se ne dica, grazie Renzi).

Senza volutamente rispettare l’ordine cronologico delle “sparate”, ecco il buon Franceschini, che con il consueto atteggiamento del perennemente scocciato, ha dichiarato che, nel caso dovesse andare in crisi l’alleanza che sostiene il governo Conte2, si andrebbe dritto ad elezioni anticipate. A che titolo, secondo voi? Da capo delegazione del PD, quindi espressione della volontà del Partito? Assolutamente no.  Il PD, per la struttura di partito che ha, generalmente queste decisioni le assume, quanto meno, come delibera della Direzione del Partito, ma per decisioni di questa importanza lo fa dopo approfondito dibattito interno. Oltre tutto sappiamo che il PD è composto da tante “correnti” e sono davvero pochine quelle che si esprimono all’unisono.

Quindi, da dove arriva la maestosità delle sue dichiarazioni?

Da una semplice e banale ambizione personale. Lui spera, come molti del resto, di poter essere tra i candidati alla successione di Mattarella, e la cosa sarebbe possibile solo con la vigente legislatura.

Dopo eventuali elezioni anticipate, lo sappiamo tutti, il nuovo presidente della Repubblica, non sarebbe poi così nuovo, in quanto, con la vittoria pressoché certa del Centro Destra, ci ritroveremmo Berlusconi, tronfio di vanità, ad occupare lo scranno più alto della nostra Repubblica.  

Berlusconi, d’altra parte, non esita a dimostrarsi “disponibile per il bene del Paese” a pressoché qualsiasi cosa. La sola moneta di scambio che chiede è quella! La Presidenza della Repubblica!

E il più vanitoso e ambizioso di tutti, il buon Matteo Renzi, che fa? Lui ferocemente attaccato per ogni suo respiro, con tutta l’artiglieria della comunicazione costantemente puntata contro, anche se parla di cose che andrebbero nella direzione auspicata di “interesse collettivo”, riesce, sbagliando quasi costantemente tempi e modi, a vanificare il buono delle sue proposte, e fa dichiarare finito un Governo alla mattina, mentre la sera fa dichiarare che invece no, si può andare avanti. Che poi in mezzo ci siano riunioni con Conte, incontri di maggioranza, decisioni strategiche per il futuro del Paese, poco importa. Il danno l’ha fatto e “la gente” continuerà imperterrita a credere che qualsiasi sua mossa sia finalizzata alle poltrone o alla visibilità personale. Se ogni tanto riuscisse a tenere la bocca chiusa per qualche ora, sono certo che guadagnerebbe voti e reputazione.

Siamo stati abituati da diversi anni di “terza Repubblica” a politici che aprono bocca e gli danno fiato. Senza magari contare nulla, nemmeno all’interno del loro partito, si lanciano in dichiarazioni pompose e definitive. Noi dovremmo abituarci a far finta di niente, i giornalisti dovrebbero, prima di dare eco ed enfasi a queste dichiarazioni, quantomeno a chiedere: “ma lei lo dice a nome del suo partito o come opinione personale?”.. Purtroppo di “giornalisti” che sanno fare questo mestiere e lo fanno con onestà intellettuale ce ne sono rimasti pochini. Quindi meglio non contarci.

La conclusione è banale. Io invito tutti a tenere a mente quello che prevede la Costituzione. Il Parlamento di scioglie se non riesce ad esprimere una maggioranza in grado di governare. Non di certo perché c’è troppo Gin nel cocktail o perché Franceschini vorrebbe tanto quella poltrona così prestigiosa!

E le maggioranze le decidono i Partiti a seconda delle loro convenienze. Poi, ci vendono le decisioni come accordi di Governo, ma sappiamo tutti come ragiona la politica. Se poi pensiamo che la prossima legislatura eleggerà un terzo di persone in meno rispetto all’attuale, capiamo perché degli attuali Partiti della Maggioranza nessuno prenda nemmeno in considerazione l’ipotesi di scioglimento anticipato delle Camere.

A Renzi, ribadisco, converrebbe tenere per se questa intima, e giusta convinzione, senza sbandierarla troppo. Ci sono ancora tanti elettori che credono che le decisioni dei politici vengano prese nell’interesse degli Italiani. Magari qualcuna si, ma subordinata all’interesse loro. Fatevene una ragione. E’ così, da sempre, e sempre sarà così. Anche nella quattordicesima Repubblica!

 

(22 dicembre 2020)

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