di Marco Tonti* #LGBTI twitter@rimininewsgaia #NoOmofobia
Vittoria agrodolce contro Forza nuova al Tribunale di Forlì. Condannati tutti gli imputati partecipanti al “finto funerale” per diffamazione. Si riconoscono alle associazioni costituite parte civile come Arcigay Rimini 1000 euro ciascuna, oltre a 2000 euro di multa per ogni imputato, il risarcimento delle spese processuali e 5000 euro per Matteo e Marco.
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La condanna avviene in seguito ai fatti avvenuti a Cesena, quando squadracce di Forza Nuova avevano inscenato una serie di offese ai danni una coppie di ragazzi che andavano a celebrare la loro unione civile, tra cui un finto funerale in cui si annunciava la “distruzione dell’Italia” con tanto di finti manifesti mortuari. Pur avendo l’ufficio del Pubblico ministero seguito la linea di Arcigay Rimini (rappresentata dell’avvocato Christian Guidi del Foro di Rimini) perfino citandone la memoria presentata in cui si sosteneva che la discriminazione omofobica nel fenomeno “razzismo”, il tribunale pare non sostenere questa interpretazione.
Vedremo le motivazioni della sentenza, che pure è una sentenza di condanna che deve mettere in guardia chi in futuro vorrà pensare di compiere altri atti omofobici, ma è molto demoralizzante vivere in un Paese dove spesso nelle nostre vite di persone LGBT è impossibile avere giustizia per dei palesi soprusi come quelli avvenuti a Cesena ai danni di una coppia innocente di ragazzi il cui unico “crimine” era unirsi civilmente. Due persone non possono celebrare la loro unione civile senza la paura di trovarsi contestazioni neofasciste davanti al Comune, una situazione allucinante e un vuoto normativo che gridano giustizia.
La sentenza di oggi rende ancora più evidente la profonda necessità di una legge contro le discriminazioni da orientamento sessuale e identità di genere, una legge che dica chiaramente che questi comportamenti fascisti sono intollerabili in una democrazia che deve salvaguardare la libertà e la dignità di ogni cittadino e cittadina. Il Senato approvi rapidamente la legge che ha come primo firmatario l’On. Alessandro Zan e finalmente metta al sicuro il diritto delle persone di essere se stesse.
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(16 dicembre 2020)
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