di Daniele Santi #Lopinione twitter@gaiaitaliacom #Cinquestellopoli
Non indicano uno straccio di programma di sviluppo per l’Italia, si insultano e si indignano. Ma che politica è?
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Non è che siamo particolarmente interessati alla “Cinquestellopoli” che sembra essere chiamata in causa da molti politici con il neologismo accusatorio facile; né stiamo seguendo con particolare appetito la disgustosa faccenda che riguarda, secondo il quotidiano Il Riformista, Casaleggio Junior e il M5S della casta -che erano poi gli altri – e della scatoletta di tonno della quale hanno imparato a degustare il contenuto fin troppo in fretta…
Non c’interessa quella roba lì perché sul M5S e particolarmente sulle verginità presunte di Casaleggio Senior & Junior e Beppe Grillo abbiamo sempre detto ciò che pensavamo. Sono il nulla, il trionfo dell’incapacità, la politica come ascensore sociale, il nullismo al potere, il grido per nascondere il niente, l’indice accusatorio per poter prendere il posto di chi c’era e fare peggio.
C’erano tutti i segnali ed anche se ora sono al governo dal 2018 ciò che pensiamo non è cambiato. Non li contestiamo, cosa si vuole dire del nulla, ma nemmeno puntiamo il dito perché la fine ingloriosa sta già scritta nel loro destino. Sono già morti. Certo la delirata “Cinquestellopoli” sarebbe assai divertente: farebbero la stessa fine di coloro che hanno regalato loro il potere come accusati.
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Una fine più che ingloriosa. Una presa in giro. La stessa che hanno rifilato a chi c’ha creduto.
(26 novembre 2020)
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