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di Daniele Santi #Lopinione twitter@rimininewsgaia #Maiconsalvini

 

Dunque nel racconto pro-Salvini di certa stampa pro-Salvini, ci sarebbero i centri sociali, sempre i soliti dieci “sfigati, sempre i soliti sinistri” che seguirebbero il Prode Tribuno giusto per insultarlo. Sempre i soliti, perché la stampa pro-Salvini è in grado di individuare ad occhio nudo – e cervello fino – la provenienza dei contestatori. Del resto la stampa pro-Salvini non può scrivere che ovunque vada Salvini è contestato duramente. Non può ammettere ci siamo sbagliati, non può dire che il Tribuno è fritto, cotto e sull’orlo del precipizio.

E mentre parlano dei centri sociali che “non si pongono il problema di oltrepassare la soglia del ridicolo”, non vedono che la soglia del ridicolo è già stata superata ampiamente da certa stampa di regime che ha deciso di creare il regime, patetico.

Il Tribuno del Papeete del resto non si fa mancare nulla:  “Manteneteli voi i migranti” dice fiero ai contestatori. “Prendete a carico vostro quei signori che sono su quel balcone. Tre a testa. Abbiamo bisogno di turisti che pagano, non di turisti che sono pagati per non fare  un accidente” frase che più di uno sputo in faccia ai contestatori è l’ennesimo autogol di Salvini perché se è indubbiamente vero che “abbiamo bisogno di turisti che pagano”, non abbiamo nessun bisogno di esponenti di partiti, ex uomini dello Stato, ex ministri dell’Interno, che vadano a farsi belli in giro per i locali alla moda chiedendo pieni poteri, né di uomini che distruggano la convivenza civile con dichiarazioni incendiarie; ancor meno abbiamo bisogno di leader di partito che in Europa votino contro le misure economiche che fanno bene all’Italia. Del resto non siamo noi i leader di un partito che ha percepito illegalmente 49 milioni di euro di rimborsi elettorali al quale è stato concesso il lusso di restituirli in 79 (o 80) anni. Si potrebbero fare un sacco di cose con quei 49 milioni, proprio un sacco di cose… Ma la stampa pro-Salvini se ne è già dimenticata.

Poi il battutone del Prode Tribuno sulla “Polizia che non dovrebbe essere pagata per controllare chi fischia” quando il decreto che porta il suo nome mette l’accento proprio sui contestatori alle manifestazioni.

Dunque negare l’evidenza è diventato il nuovo programma unitario della “sempre prona al potente di turno” stampa italiana, una posizione che non cambia nel tempo e che fa sempre più piangere. Di vergogna, più che di dolore.

 

 

(14 giugno 2020)

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