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Vittorio Feltri consiglia a Salvini di “usare le paure della gente come sai fare tu”

di Giovanna Di Rosa #Feltri twitter@gaiaitaliacom #Maiconsalvini

 

Poche ore prima dell’ennesimo scivolone di Salvini che ha postato un servizio sulla presunta creazione in laboratorio del Coronavirus che era già una bufala nel 2015, scambiandolo e vendendolo per scienza, ma cosa volete pretendere?, come un triste presagio giungeva il caldo abbraccio d’anaconda al leader leghista da parte di Vittorio Feltri, un altro che dalle ceneri di questa destra spudorata e cialtrona che si avvia ormai alla sua definitiva morte, non si solleverà più.

Feltri, un battutista, scrive un lungo ed articolato pezzo alla Feltri dove, in buona sostanza, non dice nulla che non sia celebrarsi mentre si ascolta scrivere e si legge scrivere, salvo poi ripassarsi, sistemare correzioni e refusi e dirsi “Quanto sono bravo”. Un altro Travaglio, insomma, se possibile ancora più acuto [sic].
Nel lungo ed articolato pezzo alla Feltri il Vittorio di tutti i Berlusconi lo prende anche un po’ per il culo, il buon Salvini… Una presa per il culo fors’anche un po’ concordata dove gli consiglia di zittire il presidente del Consiglio Conte e di smetterla di “lasciargli delle praterie di consenso, devi frenarlo, abbatterlo, almeno zittirlo” e quindi il consiglio che svela la vera natura dell’opera politica millantatrice dell’ex ministro che cadde dal Papeete: “Cavalca la paura delle gente come sai fare tu”.

E’ il consiglio di padre Feltri al figlioccio finito nell’ombra del Coronavirus e che non si ritrova più spingendolo e dicendogli “reagisci da par tuo come se ti trovassi al cospetto di una nave piena di africani clandestini. In tal modo riconquisterai la tua posizione apicale”. La raffinatezza ad ogni virgola, insomma. Anche se virgole non ce ne sono.

E’ evidente che FeltriSalvini vuole male. Con il suo consiglio infatti ha disseminato di trappole l’ormai ultraprevedibile percorso politico di Salvini del quale si comincia a sentir parlare male anche mentre aspetti il tuo turno in panetteria, fuori e a due metri da chi ti precede e da chi ti sta dietro, e al quale il lavoro concreto, quotidiano, in prima persona e responsabile del governo sulla questione Coronavirus sta togliendo la terra da sotto i piedi. Salvini del resto, insieme a Meloni, cavalca le vecchie paure senza riuscire a capire che le paure di oggi sono tutte nuove e lo hanno fatto invecchiare, lui e la sua boria, di almeno cinquant’anni. E’ antico. E’ obsoleto. E’ un disco rotto. E i dischi rotti infastidiscono le orecchie.

Feltri, del resto è anche più vecchio di Salvini, politicamente parlando. E deve continuare a fare un mestiere che sa fare benissimo: fingere di darti consigli tagliandoti le gambe.

Lo fa con il suo stile che è quello di scrivere lunghi ed articolati pezzi alla Feltri dove, in buona sostanza, non dice nulla che non sia celebrarsi mentre si ascolta scrivere e si legge scrivere, salvo poi ripassarsi, sistemare correzioni e refusi e dirsi “Quanto sono bravo”. Un altro Travaglio, insomma. Solo un tantinello meno borioso.

 

(25 marzo 2020)

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