Marco Travaglio aveva torto. L’Unto del Signore non è Silvio Berlusconi

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di Giovanna Di Rosa #Travaglio twitter@gaiaitaliacom #SilvioBerlusconi

 

E così col senno di poi scopriamo che l’infallibile Travaglio, Vate Massimo del giornalismo di parte che non sbaglia mai perché sbagliano sempre gli altri, degno erede del peggior Eugenio Scalfari – l’ultimo – l’infallibile Travaglio dicevamo, infallibile non è. Non solo perché sul suo partito di riferimento ha puntato una vita e si è trovato una sfiga, non solo perché marcia indietro non la fece mai, ma soprattutto per avere individuato in Silvio Berlusconi quell’Unto dal Signore che oggi scopriamo essere qualcun altro.

I fatti lo dimostrano: rosari, veglie di preghiera, chiamate da Medjugorje, manca il miracolo che sarà lì dietro l’angolo, forse con l’apparizione del papa polacco così caro al regime teocratico di Varsavia o con l’intercessione di qualche Ayatollah e il gioco è fatto: ecco l’Italia sotto il regime di Radio Maria, governato direttamente dall’etere con le confessioni peccaminosi in diretta e i dildo sotto al letto – che in fondo è l’Italia che ogni puttaniere sogna: fate quello che volete basta che nessuno lo veda e siate fedeli all’editto leghista del dite tutto e il contrario di tutto e fate tutto e il suo contrario.

Come poteva immaginare Travaglio che si sarebbe sbagliato lui che oltre ad essere giornalista infallibile è anche dio della disciplina dello scrivere facendo finta di avere un pensiero per servirne un altro, che proprio sull’investitura divina sarebbe caduto in fallo?

Lo ricordiamo il Travaglio cercare di convincerci con articoli da maestro [sic] di quanto il suo giornale fosse contrario al matrimonio pentaleghista o della demenza, quando in realtà faceva il tifo e lo avrebbe fatto fino alla morte per vedere i suoi figliocci, i figliocci del Grillo, poter essere investiti di quelle cariche che li avrebbero rivelati all’Italia – che Travaglio deve odiare almeno quanto dice di amarla – per quello che sono: degli inutili ed impreparati poveracci messi al servizio di un gioco tanto più grande di loro da non conoscerlo nemmeno fino in fondo. Lo ricordiamo accanirsi con rabbia contro Renzi – che non è certo uno che di rabbia non ne provochi – salvo poi pagarne le conseguenze, civili, a suon di bigliettoni e lo ricordiamo apostrofare Silvio da Arcore con il nomignolo Unto del Signore. E c’è voluto dicembre 2019 al buon Travaglio per accorgersi, e noi con lui, che anche quella profezia era sbagliata.

L’Unto del Signore è un altro e noi forse non sopravviveremo a questo Natale (che non c’entra niente, ma fa tanto finale con significati e significanti).

 

 

(11 dicembre 2019)

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