di Giovanna Di Rosa #Governo twitter@gaiaitaliacom #Politica
Non indicano uno straccio di programma di sviluppo per l’Italia, si insultano e si indignano. Ma che politica è?
Il dibattito parlamentare dell'11 giugno ha offerto una serie di spettacoli indimenticabili per la loro pochezza, una serie... →
Nel giorno in cui CasaPound e Forza Nuova vengono oscurati da Facebook ed Instagram attraverso la cancellazione di decine e decine di profili perché, sono le parole di un portavoce del social blu, “Chi diffonde odio o attacca gli altri sulla base di chi sono non trova posto” – rimossi i profili di Iannone, Di Stefano e Fiore – una destra parlamentare sempre più estrema ed inferocita, accolta in mattinata dai manifestanti convocati da Meloni, Salvini e Casapound col saluto romano (che è fuorilegge) scatenava tutta la sua rabbia contro il secondo governo Conte che ha incassato la fiducia della Camera con 343 “sì” e 263 “no”.
Abbiamo riferito del dibattito parlamentare e del programma di Governo, ambiziosissimo, un elenco di miracoli, ma se realmente questo governo dovesse riuscire, al di là del programma elettorale, a riportare quest’Italia devastata dall’odio e da 14 anni di salvinismo su binari di civiltà ebbene, cambierò idea sia sul M5S che sul PD. Proprio come se importasse.
Abbiamo riferito, proprio come se importasse, dell’orrenda gazzarra scatenata da Fratelli d’Italia, incapaci anche solo di sciorinare un discorso sensato perché solo infarciti di slogan e di rabbia esattamente come Salvini ha insegnato a fare. Sapete perché erano furiosi? Perché la nuova ministra dell’Interno ha applicato il decreto sicurezza-bis, quello voluto da Salvini, ed ha impedito ai manifestanti l’ingresso in piazza Montecitorio. Furiosi quando il provvedimento è contro di loro, favorevoli quando loro lo votano contro gli altri. E’ la coerenza dell’orrenda destra italiana.
La guerriglia ora si apre al Senato dove i numeri sono un po’ più a rischio e dove Conte dovrebbe contare su 166 voti, maggioranza 161.
E’ già cominciato il mercato delle vacche. E, come storia e condanne insegnano, non parte da sinistra.
Corrado (PD) sull’indagine sul Ponte sullo Stretto: “Rischi di un’opera gestita con la logica della propaganda”
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(09 settembre 2019)
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