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Finanziamenti pubblici ai partiti: la Lega deve restituire 48 milioni di euro

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Eccoli gli arzilli pargoli della truffa leghista ai danni dello Stato, quelli che gridavano “Roma ladrona” dalle piazze e poi facevano ciò che volevano con 48 milioni di euro che ora dovranno essere confiscati proprio alla Lega, come deciso dai giudici. Eccola la destra antistato che son tutti ladri (gli altri).

E’ Repubblica a riportare i dettagli, nello specifico due anni e sei mesi di reclusione a Umberto Bossi, l’ex leader della Lega Nord,  e quattro anni e dieci mesi a Francesco Belsito, l’ex tesoriere, con l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni: è la condanna per truffa ai danni dello Stato pronunciata dal tribunale di Genova, giudici Marina Orsini, Cristina Dagnino e Daniela Faraggi, pubblico ministero Paola Caleri. La vicenda riguarda l’utilizzo dei soldi del finanziamento pubblico ai partiti destinati alla Lega Nord, 48 milioni di euro, che secondo la sentenza sono stati impiegati per fini propri. Ora i fondi dovranno essere restituiti a Camera e Senato e il giudice ha disposto che i soldi vengano confiscati alla Lega.

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Per l’accusa, nel periodo tra il 2008 e il 2010 sarebbero stati presentati rendiconti irregolari al Parlamento per ottenere indebitamente fondi pubblici che sarebbero stati usati, in gran parte, per spese personali della famiglia Bossi. Per Belsito è la quarta condanna nel giro di poche settimane. A inizio luglio i giudici milanesi avevano condannato l’ex tesoriere a due anni e sei mesi, il senatur a due anni e tre mesi e il figlio Renzo Bossi a un anno e sei mesi per le spese sostenute dalla famiglia Bossi con i fondi pubblici. Il pm aveva chiesto la condanna a quattro anni per Bossi e quattro e mezzo per Belsito.
Condannati anche i tre ex revisori contabili del partito Diego Sanavio, Antonio Turci e Stefano Aldovisi (rispettivamente a due anni e otto mesi, due anni e otto mesi e un anno e nove mesi) e i due imprenditori Paolo Scala e Stefano Bonet (cinque anni ciascuno). Tutti sono accusati di truffa. L’inchiesta era deflagrata nel 2012 e aveva portato alle dimissioni di Bossi e dei suoi collaboratori. Belsito e i due imprenditori sono accusati anche di riciclaggio perché avrebbero portato oltre confine, a Cipro e in Tanzania, parte dei soldi illecitamente ottenuti.





(24 luglio 2017)

 

 

 




 

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