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L’annata favolosa dei favolosi 5Stelle, o di ciò che nemmeno la Commedia dell’Arte avrebbe immaginato

di Giancarlo Grassi

 

 

 

 

Eccolo alle nostre spalle il primo anno di governo dichiarato del M5S, quello che ha visto gli impreparati grillini ai quali avevano insegnato a parlare bene in pubblico e l’arte del convincere alle prese con il loro essere impreparati di fronte a misteri profondi come il far quadrare i conti, il trovare le risorse quando non ci sono, a prevedere le spese – per questo esistono i bilanci di previsione: insomma, tutte quelle quisquilie che rendono, o dovrebbero rendere, governabile una città, una regione, un paese. Dopo campagne elettorali nelle quali i bravi comunicatori a 5Stelle avevano rimbambito l’elettorato bue, ma anche quello “kolto”, con la portata di idiozie così idiote che ci si doveva assolutamente credere, siamo di fronte al primo bilancio.

A Roma la Sindaca di tutti i Fallimenti, dopo una campagna elettorale a base di funivie, pannolini lavabili, libero scambio e coerenza ed onestà, ha dovuto invece fare i conti con indagati, arresti, una pioggia di dimissioni, progetti che ha fatto saltare in aria, aziende nazionali che se ne sono andate da Roma, aumento esponenziale di topi, ratti e gabbiani, per non parlare dell’immondizia e dei frigoriferi che di notte vagano per Roma; ha poi totalizzato due avvisi di garanzia e, proprio nel momento delle celebrazioni per Virginia Raggi Imperatrice, la notizia che la Sindaca Favolosa potrebbe essere processata per abuso d’ufficio e falso in bilancio. Lei non batte ciglio, vende come vera la storia dei 150 autobus comprati da Marino e che il M5S non voleva, e va avanti per la sua strada lastricata di guai: si dà un bel 7½ con una lettera a Il Messaggero che fa ridere anche chi non sa leggere, se ne frega di un sondaggio dal quale emerge che 7 romani su 10 non la vogliono più tra i piedi,  si celebra insieme a tutti i suoi con tanto di invito ai giornalisti e comunicato stampa trionfante sui risultati [sic] raggiunti mentre i suoi collaboratori, gli esponenti della sua maggioranza, delirano di cani, animali, scritte oltraggiose sui muri di Roma. Chiedono che non vengano più offerti pasti serali ai clochard, ma poi si sono sbagliati. Lei si confonde, è tanto fragile poverina, e se la prende coi migranti che a Roma sono troppi, ma pochi mesi prima ne voleva di più. Nel frattempo il suo ex braccio destro Marra agli arresti, la vuole curata da uno psicologo. Perché i rapporti umani devono essere solidali e trasparenti.

Più discreta, ma ugualmente inefficiente, l’omologa di Raggi a Torino: Chiara Appendino inizia a gridare contro il buco di Bilancio lasciato da Piero Fassino pochi giorni dopo l’insediamento dell’incapace giunta a 5Stelle nel capoluogo piemontese. Appendino, anche lei, è stata abilissima nel vendere fumo: c’hanno creduto tutti. Anche i poteri forti della città, quelli che a Lei non piacevano. Comincia benissimo la Sindachissima; a Torino va tutto bene per una decina di mesi perché lei – che nel frattempo non fa nulla – campa di rendita con le decisioni prese dalla giunta Fassino negli ultimi mesi di governo, quelli che avevano pensato anche all’anno successivo – per quello si fanno i bilanci di previsione. Poi, so suddenly, le casse di Torino sono vuote. Lei ha risposte per ogni cosa: sono aumenti. Aumentano le tariffe delle ztl, aumentano le tasse, aumentano i pedaggi. Per risparmiare si taglia anche le sopracciglia, che non si sa mai, ed invoca il 5×1000 dei torinesi che nel frattempo non ci vedono più dalla rabbia. Dichiara poi di stare dalla parte dei centri sociali, mentre fa controllare che le delibere anti alcool vengano rispettate, da celerini manganellati. Scopre poco prima che il famoso buco di Bilancio lasciato da Fassino non c’è e che le cose che non ha pagato la Giunta Fassino non le ha pagate nemmeno lei. Se la prende con la Corte dei Conti ma, contrariamente a lei, da quelle parti i conti li sanno fare. Propone un’evento straordinario per la finale di Champions League protagonista la Juve: sicurezza raffazzonata e piena di buchi, un po’ come il suo governo; piazza San Carlo un budello: 1526 feriti e un morto. Lei per non sapere né leggere né scrivere “tromba” un’assessora vegana che ce l’aveva con l’ENPA e coi rom, perché da qualche parte bisogna pur partire. Poco prima aveva trovato i “colpevoli” dei fatti del 3 giugno i “venditori abusivi”. Rimette la delega per la sicurezza che si era tenuta perché lei vale ed ammette che “qualcosa non ha funzionato”, parla del 3 giugno non degli ultimi dodici mesi. Perché la modestia è il suo forte. Quindi lavora alla Festa di San Giovanni perché sia un “nuovo inizio”. Un anno straordinario.

Sul fronte nazionale, i soliti noti. Lo sgrammaticato Di Maio accosta Berlinguer, Almirante e la Dc uniti nei valori [sic] del M5S: Bianca Berlinguer non fiata. Fiata, anche troppo, Alessandro Di Battista che grida incongruenze contro lo Ius Soli, ma pubblica foto sul suo profilo Facebook dove prende in braccio un bambino africano, che fa tanto bianco buono, cattolico e romano. Il Fatto Quotidiano celebra già il 16% del nuovo partito cui fornire endorsement se il M5S dovesse cadere sotto i colpi del M5S. E’ la Sinistra Unita sotto il nome di Roberto Saviano il quale nemmeno si degna di rispondere. A destra e a sinistra del quotidiano di Travaglio dai favolosi compensi a La7, Luigi Di Maio parla di fronte a platee vuotecandidate del M5S parlano a vanvera dei “negri” che Di Battista si prende in braccio, ed ancora Luigino di Tutti i Webmaster elenca i disastri che farebbe se fosse eletto primo ministro. nel frattempo un ex candidato del M5S viene arrestato in Calabria per ‘ndrangheta. Dal Sacro Blog silenzio Tombale.

Solo alcuni esempi di un anno favoloso, il nostro, nel quale ci siamo divertiti come pazzi. Non sappiamo voi. Tocca sorvolare sui miracoli degli altri sindaci a 5Stelle, sono troppi ed alcuni ancora inspiegabili, e la Sacra Rota a 5Stelle del Sacro Blog non l’hanno ancora pensata. Magari gli stiamo dando un’idea…

 

 

(22 giugno 2017)

 




 

 

 

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