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Trump e l’effetto Trump

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di Giancarlo Grassi

Se qualcuno dovesse leggere tra le righe, o tra un punto e virgola, una presunta violenza postuma alla figura di Donald Trump post orecchio-ferito si metta in tasca le idee che stanno per sfiorarlo prima che si trasformino in accuse ridicole e fuori luogo: da queste parti pensiamo che non ci sia bisogno di far fuori la gente in stile far-west, perché a far fuori la gente, secondo leggi naturali che riguardano ogni forma vivente, ci pensa il tempo nonostante il far-west. Ed è noto come l’unica specie che si arroga il diritto di far fuori i suoi simili per bisogno, per necessità incontrollabile o, assai più facilmente, per odio puro e semplice siamo noi: noi esseri umani. Che al contrario delle fiere, non uccidiamo per fame, ma per gusto. Perché ognuno ha i suoi.

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Vale anche per Trump: non c’era bisogno di sparargli. Bastava aspettare sapendo che prima o poi toccherà anche a lui. Come prima o poi toccherà anche a me. perché il tempo fa il suo lavoro. Che è anche quello di toglierci di mezzo.

Ma niente. Negli USA non ce la fanno: proprio come Trump ha ritenuto di dover lavare l’onta della sua mancata rielezione – attraverso il legittimo diritto al voto degli americani – scatenando i cani contro Capital Hill, il ragazzone ventenne, già nel mondo dei fu nonostante i media continuino a definirlo presunto sparatore (intanto lo hanno già ammazzato, perché gli americano non sparavano solo agli indiani) ha pensato di far fuori il miliardario-pel-di-carota con l’aiuto di un cane. Lo ha mancato. Ed è meglio così perché di morti sulla strada delle elezioni ci bastano quelli di Putin. In più il fattaccio consente a Salvini di gridare ad alta voce le sue incongruenze dicendo che i toni violenti della sinistra (quale? quella americana? ci faccia il piacere) armano i deboli di mente” (qualcuno dica a Salvini che le elezioni sono finite e che lo sparatore già ammazzato era iscritto nelle liste degli elettori repubblicani).

Ma, lo dimentica non solo Salvini, a marciare contro Capital Hill non sono stati quelli di sinistra dai presunti toni violenti, sono stati i trumpiani sotto dettatura. Poi la si leggerà come si vuole – tanto noi sull’argomento non ci torneremo più – e a presunto beneficio elettorale, ma Trump ha sperimentato l’effetto Trump.

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(14 luglio 2024)

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