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Ecco con quali disastri Luigi Di Maio Grande Statista risolleverebbe l’Italia dai disastri a 5Stelle

di Giovanna Di Rosa

 

 

 

 

Se anche voi appartenete al gruppo di quelli che dicono “Ignorateli”, uscite dal gruppo perché ci sono cose che è assolutamente bene sapere, se siete tra i molti che di certo non seguono gli appuntamenti filo-grillini, e solo apparentemente di opposizione, del bravo Floris. Luigino Di Maio, già steward del San Paolo ed ora Grande Statista che da’ lezioni di Diritto Costituzionale al Presidente Mattarella, senza uno straccio di laurea, è andato in onda a “Di Martedì” con roboanti dichiarazioni sul futuro prossimo venturo dell’Italia a 5Stelle che nemmeno Nicolas Maduro in Venezuela si era sognato di fare.

Luigino Ex Webmaster ha dichiarato in diretta tv come il M5S risolverà i nodi economici dell’Italia, quelli che vanno dalla Legge di Stabilità ai problemi delle banche, e lo ha fatto con interventi degni del miglior guitto bolivariano che si sia mai visto, quell’Hugo Chávez che ha avuto il buon gusto di morire prima di vedere la devastazione da lui operata in Venezuela; le cosucce proposte da Di Maio sono solo leggermente più difficili da realizzare, soprattutto quando non si dice, perché non si sa, dove si troveranno i soldi per farli, quegli interventi. Eventuali espropri a parte.

Parliamo dell’idea di Di Maio di “convertire il parco auto in auto elettriche, investire nelle rinnovabili, investire nel ciclo dei rifiuti, per fare una rivoluzione energetica, ambientale e lavorativa”, conversione che costa denaro, come tutte le conversioni, denaro che non si sa dove verrà preso. A meno che Di Maio non possa ricorrere a risorse che noi umani non possiamo nemmeno immaginare. Subito dopo le “conversioni gratis per tutti” vengono “referendum sull’euro”, che il nostro ordinamento non contempla, “riforma del Fiscal compact, del Quantitative easing e dei trattati che distruggono l’agricoltura”, che naturalmente, grazie al potere taumaturgico e sovra-umano del M5S , verranno tutte concesse dall’Europa senza battere ciglio e via Dimaiando. Come fare tutto questo? Luigino Di Maio, vicepresidente della Camera coi voti del PD di Bersani non lo dice. Perché non lo sa.

Quindi San Luigino di Tutte le Bufale si trasforma in Tsipras, perché si crede astuto, e dice che il M5S riuscirà, in qualche modo, ma non si sa quale, a “rassicurare sia i mercati sia i cittadini”, che eviterà “lacrime e sangue con reintroduzione dell’Imu o aumento dell’Iva” – una cosuccia da 20 miliardi di euro, ma i miracoli del M5S possono molto di più, come si nota a Roma – e si occuperà di trovare i soldi mancanti recuperando “risorse che si disperdono nel bilancio dello stato”. Quali siano queste risorse non si sa, forse i rimborsi spese dei deputati del M5S. Quindi il buon Di Maio della Difesa di Raggi ad Oltranza cita due esempi che sono tutto un programma della capacità politiche dei cialtroni a 5Stelle: il taglio “con un decreto” dei “consigli d’amministrazione delle partecipate che costano 9 miliardi” ed il recupero di “10 miliardi dalla lotta alla corruzione”. E qui Di Maio davvero da’ il meglio/peggio di sé.

Intanto le cariche pubbliche nei consigli d’amministrazione delle partecipate costano la cifra di 450 milioni l’anno, lo dice l’ex commissario alla spending review Carlo Cottarelli; ciò significa che nemmeno se tutti questi signori restituissero lo stipendio di un anno si raggiungerebbero i 9 miliardi delirati da Di Maio che ha dimenticato, o molto più probabilmente non sa, che la maggior parte delle partecipate non sono statali, ma di proprietà di comuni e regioni. Come vedete nemmeno stare al governo di alcune delle più grandi città italiane gli ha fatto imparare qualcosa.

Rispetto ai 10 miliardi che rientrerebbero dalla lotta alla corruzione (quale lotta, la sua? perché noi lo abbiamo visto in foto col fratello di un pentito di camorra a sua volta sotto processo, che non vuol dire niente, ma certamente non va nella direzione di “lotta alla corruzione”, a meno che i corrotti non siano solo i politici avversari del M5S e nella narrazione grillina, ci starebbe…), perché vorrebbe dire che ciò che si suppone possa eventualmente entrare a dio piacendo da una presunta lotta alla corruzione, verrebbe messo a bilancio preventivo. Poi col consuntivo cosa ci facciamo qualora quel rientro dalla “lotta alla corruzione” di Di Maio non ci fosse? Per favore qualcuno mi passi una pistola per suicidarmi…

Naturalmente Di Maio ha poi proposto di cambiare i vertici di Consob e Bankitalia, c’è già uno svelto come Crimi pronto a reclamare la sua poltroncina, e di “tirare fuori dalla Banca d’Italia” le banche private. Si è quindi contraddetto, dicendo: “Le banche da salvare devono diventare banche dello Stato”, perché nel M5S son bolivariani o neofascisti a giorni alterni (il presidente venezuelano Nicolas Maduro è uno degli “dèi” adorati da molti esponenti del M5S).

Purtroppo Luigino Ex Webmaster non ha avuto il tempo per rendere noto il suo pensiero sulla questione dell’aggressione di squadristi, ops, esponenti grillini alla campagna elettorale del candidato sindaco di Palermo, Leoluca Orlando. Immerso in simili problemi di sì pregnante importanza, contrito nel suo ruolo di Grande Statista che deve dare risposte sensate – quando ci riuscirà davvero grideremo al miracolo – deve essersi dimenticato.

Così dovremo accontentarci del “Tutte calunnie” degli esponenti grillini palermitani, che sono poi quelli delle firme false su documenti ufficiali.

 

 

 

(1 giugno 2017)

 




 

 

 

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