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Guarda un po’, un ex candidato M5S tutto “coerenza ed onestà” nel clan calabrese dei Condello

Un rappresentante del M5S (che non è l’arrestato, noi non pubblichiamo foto mirate al pubblico ludibrio) espone un cartello ONESTA’, bistrattato slogan grillino

di Giancarlo Grassi

 

 

 

 

 

Un movimento tutto coerenza ed onestà, non c’è che dire. Se le informazioni che giungono da un articolo del Corriere della Calabria saranno confermate, verrebbe da riflettere sulle parole della PD reggina Anna Rita Leonardi che da noi interpellata, commenta: “Il M5S deve far luce su questa vergognosa vicenda. Deve spiegare come è avvenuta e come avviene la selezione della classe dirigente, e quali provvedimenti intende adottare. I cittadini reggini meritano rispetto”.

Secondo il quotidiano citato infatti ci sarebbe un ex candidato al consiglio comunale nel 2014 per il M5S – quelli della coerenza e dell’onesta, i forcaioli a corrente alternata insomma, quelli che sì alla forca per il PD, staremo a vedere quando si tratta dei loro – tra gli arrestati nell’operazione Eracle, che ha svelato l’ombra dei clan di Archi sulla movida reggina estiva. Si tratta di Michele Panetta, ex candidato al consiglio comunale per il M5s, non più tardi di una settimana fa finito in manette per associazione mafiosa, lesioni personali, porto illegale di pistola e altri reati. L’accusa è quella di essere uno dei più fidati luogotenenti di Domenico Nucera, definito “capo” della squadra di buttafuori che per conto del clan Condello vigilavano sulla movida estiva reggina. Tutte accuse che sono costate a Michele Panetta prima il fermo per ordine dei pm Stefano Musolino, Giovanni Gullo, Sara Amerio e Walter Ignazitto, quindi un’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Massimo Minniti.

Le accuse sono pesantissime: associazione mafiosa, lesioni personali, porto illegale di pistola e altri reati.

Inutile, e pleonastico, sottolineare il completo silenzio sulla vicenda  osservato dai vertici del M5S nonostante l’arrestato fosse candidato nelle liste grilline, regolari e con il marchio della Casaleggio Associati. Da parte nostra sottolineiamo che sarebbe molto meglio, per la politica, per la civiltà, per la società ed anche per i giornali, che fatti simili non dovessero essere né pubblicati, né commentati, né giudicati. La coerenza e l’onestà, per l’appunto, non possono rimanere solo parole vuote.

 



 

(11 maggio 2017)

 

 

 

 

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