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HomeGiustappunto!"Giustappunto!" di Vittorio Lussana: Lapo Elkann: la "Pecora Nera"

“Giustappunto!” di Vittorio Lussana: Lapo Elkann: la “Pecora Nera”

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vittorio-lussana-02di Vittorio Lussana   twitter@vittoriolussana

 

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Dopo l’ennesima ‘marachella’ del giovane Lapo Elkann, chiedo cortesemente, ma ufficialmente, alla famiglia, di inviare a Roma – superata, ovviamente, la diatriba penale – questo ‘stupidotto’ annoiato e un po’ troppo ‘viziato’. Uno ‘stage’ di redazione a titolo gratuito, secondo noi può fargli solamente bene: il giovane potrebbe, in tal guisa, responsabilizzarsi e apprendere qualche sano principio, imparando un mestiere che insegna moltissimo. Innanzitutto, Lapo ha il problema dei ‘secondogeniti’: ovvio che, in una famiglia come la sua, non sia mai esistito il problema di crescere indossando i vestiti ‘smessi’ dal fratello più grande, in una sorta di realtà ‘vintage’. Tuttavia, il vero ‘erede’ della ‘casata dinastica’ appare ormai essere il fratello John, mentre Lapo rischia di rimanere ‘prigioniero’ di questo suo ruolo da ‘pecora nera’ che si è ‘cucito’ addosso. Mandatelo pure da queste parti: cercheremo di fargli vivere un paio d’anni di nuova consapevolezza. Roma sarà pure una città stracolma di problemi, ma non è affatto noiosa e insegna molte cose, poiché la sua produzione culturale rimane vivace e interessante, nonostante le numerose avversità quotidiane. Un po’ di ‘autorganizzazione’ insieme ai nostri ragazzi, tutti giovani intelligenti e laureati a pieni voti, potranno fargli comprendere come si costruisce un percorso, in quale modo ci si apre una ‘strada’ da soli, senza l’aiuto di nessuno, facendo molta attenzione ai ‘vizi’ ed evitando di gettare via un’esistenza di cui il ragazzo possiede, ancora oggi, le migliori ‘carte’ che un giovane potrebbe desiderare. In più, qui da noi potrebbe finalmente ‘aggiustare’ quel suo italiano sintatticamente ‘stentato’, ché sembra quasi – mi si perdoni la ‘schiettezza’ – abbia studiato alle ‘serali’. Il ‘disastro’ di Lapo non deriva soltanto da responsabilità sue: in questo Paese è avvenuto un vero e proprio ‘tracollo’ educativo. La scuola continua a ‘sfornare’ ragazzi cresciuti all’interno di un ‘minestrone’ di sollecitazioni disparate e, spesso, opposte. Dolori, passioni, interessi e sacrifici non s’insegnano più. E molti sono spinti a laurearsi soprattutto per riscattare le umili origini del proprio nucleo famigliare. Eppure, com’erano belle le semplici famiglie di una volta: stiamo rimpiangendo sempre più spesso i tempi andati. Qualcosa non ha funzionato, in questo Paese. E non è tutta colpa di Lapo. Il popolo italiano di un tempo possedeva il senso dello stare insieme: la sua classe politica era autorevole; i suoi ‘manager’ coraggiosi e innovativi; il mondo delle professioni serio e capace. Qualcosa è mutato. In ‘peggio’, purtroppo. Stiamo tutti comprendendo che, senza valori, né princìpi, senza alcuna ‘zattera’ di ‘coordinate superiori’ non si va da nessuna parte. E si finisce col mettersi nei guai. C’è chi vuol restare perennemente giovane. E chi pretende di crescere in ‘fretta’. C’è chi vuol rimanere all’interno del proprio ‘recinto’. E chi desidera tutto e subito: una ‘via di mezzo’ dovrà pur esserci, da qualche parte. Infine, un’ultima annotazione sulla cocaina: c’è chi mi dice non sia per niente facile ‘uscirne’. E che la stabilità del prezzo di questa sostanza abbia finito col diffonderla ovunque, ‘stracciandone’ la qualifica di ‘droga per ricchi’. Probabilmente, le cose stanno così. Ma anche passare la vita a divertirsi, a un certo punto ‘stanca’. Se si è giovani e spensierati, ogni cosa sembra un’esperienza nuova, ma quando poi si scende dalla ‘giostra’, ci si ritrova solamente più stupidi e soli. Questo è il ‘meccanismo’ che bisogna far ‘scattare’ nel ragazzo. E perdonate se ci siamo permessi di fornire qualche suggerimento, oltre a una sincera e umana disponibilità.

 

 

 

 

(1 dicembre 2016)

 

 

 

 

 

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