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“Requisiranno le case ai privati per darle ai profughi”, ma solo “dopo il referendum”. Delirante Gasparri

Il raffinato vicepresidente del Senato Gasparri mostra tutta la sua autorevolezza

Il raffinato vicepresidente del Senato Gasparri mostra tutta la sua autorevolezza

di Giancarlo Grassi

 

 

 

 

 

Dopo il referendum, nel caso della vittoria dei “Sì”, non finiremo soltanto tutti nei gulag perdendo il diritto di voto, di opinione ed anche quello di respirare, ma le nostre case verranno requisite per far posto ai profughi. Quest’ultima clamorosa notizia è stata data da Il Giornale supportato dal buon Gasparri (“Difendiamo la proprietà privata”). Il Giornale di famiglia del Berlusca che chiama Renzi “La Casta” – sta perdendo colpi, povero vecchietto – tira in ballo il ministro Alfano ed un “piano segreto” che sarà reso noto soltanto dopo il referendum del 4 dicembre e che, qualsiasi sia il risultato della consultazione – prevede il “via libera alle requisizioni, finora più uno spauracchio per i comuni poco «accoglienti» con i migranti che una misura realmente applicata (…) Di fatto, però, le cose cambieranno all’indomani del Referendum costituzionale, quale che ne sia l’esito. Troppo scarsa l’adesione alle procedure Sprar (la rete dei servizi di protezione per i richiedenti asilo e i rifugiati) (…) dal Nord al Sud, con i «no» all’accoglienza che arrivano tanto dalle amministrazioni di centrodestra che da molte targate Partito democratico (…) per il ministero dell’Interno la strada da battere sarebbe dunque proprio quella che sembrava servire da mera minaccia, ossia l’arma delle requisizioni. Evocata più volte da Morcone e dallo stesso ministro dell’Interno Angelino Alfano, potrebbe ora essere rispolverata e messa effettivamente in atto”.

 

Il senatore Gasparri non poteva naturalmente perdere l’occasione e si è gettato sulla questione con un’interrogazione parlamentare alla quale Il Giornale ha dato ampio risalto: “Ho presentato un’interrogazione urgente al presidente del Consiglio e ai ministri competenti per sapere a che ora e quando scatterebbe il piano straordinario di requisizioni, a danno degli italiani e a favore degli immigrati, previsto per il dopo 4 dicembre (…)” dice il vicepresidente del Senato che delira di “un piano gigantesco di requisizione di immobili e alloggi per destinarli ai clandestini” e parla di “rinvio a dopo la consultazione (…) dovuto ovviamente al tentativo di non suscitare reazioni: chiediamo di far luce su questa intenzione abietta del governo”. Gasparri conclude affernmando che il “Maxi piano va sventato trasformando il referendum in un’occasione per difendere la proprietà privata”.

 

Ecco, votando “Sì” al referendum (non che sia un invito a farlo) magari ci si libera anche di Gasparri.

 

 

 

 

 

(21 novembre 2016)

 

 

 

 

 

 

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