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Dunque potrebbero cominciare a lasciare il superattico del Card. Bertone a chi una casa non ce l’ha più

ANSA / MASSIMO PERCOSSI

ANSA / MASSIMO PERCOSSI

di Il Capo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Non erano passate che poche ore dalla disgrazia, che già la santa compassione che anima preti ed integralisti cattofascisti di varie estrazioni sociali e culturali, facevano sentire le loro digustose voci: prima ricordando che il sisma era colpa della Legge sulle Unioni Civili (e non magari dei preti pedofili o sedicenti religiosi, che si intrattengono allegramente con i ragazzini, magari raccattati alla Stazione Termini) e quindi gettando benzina sul fuoco dell’odio anti-immigrato, suggerendo sui media che si sperava le tendopoli non fossero tutte occupate dagli immigrati (che al contrario di preti, vescovi e cardinali, sono andati a scavare tra le macerie). Mai come in questo momento è stata chiara, nonostante gli integralismi dei più, l’inutilità dell’istituzione d’Oltretevere e di chi la rappresenta. Gente incattivita ed incapace, nei casi più eclatanti, di essere testimone di quella parola di pace ed inclusione che, nemmeno tutti i giorni, predica. Il battutone del pretonzolo è stato poi ripreso da quell’altro genio della tolleranza che è l’ex candidato sindaco trombato ancor prima delle urne, Guido Bertolaso, che evidentemente si ritiene ancora in campagna elettorale ed, da grande esperto di terremoti, come a L’Aquila ricordano, ha la memoria corta.

 

A tutti costoro che vogliono togliere gli immigrati di qua per sbatterli di là e lasciare posto a chi casa non ce l’ha più, vorremmo dire che sarebbe molto più utile (per dimostrare la loro umiltà di cuore, perché raccontano di essere tutti cattolici ferventi praticanti), cominciare per primi a lasciare le loro case – le seconde, terze, quarte e quinte e magari anche seste, perché non li vogliamo per la strada, noi sì che siam gente di cuore – e destinarle a tempo indeterminato a chi una casa non ce l’ha più. Consiglieremmo anche di andare a visitare le strutture dove vivono gli immigrati e dirci, con la sincerità che ogni buon cattolico millanta, se loro ci starebbero in luoghi così. Se poi proprio volessero dare una mano al pessimo restyling operato con Bergoglio, potrebbero cominciare da chi vive in lussuosi attici e pasteggia in occasione del compleanno a tartufo di Alba e champagne. Ci riferiamo proprio al cardinale Bertone il quale, in un eccesso di umanità che è difficile riconoscergli, potrebbe ritirarsi in una cella di convento abbandonando gli sfarzi dell’uomo di potere spingendo i suoi colleghi a fare lo stesso. In quelle case lussuose potrebbero trovare rifugio chi una casa (che forse non era nemmeno lussuosa), non ce l’ha più. Solo dopo aver fatto tutto questo, lor signori saranno degni di aprire bocca e rendere nota la loro opinione.

 

 

 

 

 

(27 agosto 2016)

 

 

 

 

 

 

 

 

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