di Giovanna Di Rosa
Dove le destre abbiano visto risultati che le danno “stravincenti” non ci è dato saperlo. Proviamo a capire
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Il governo si inventa il referendum abrogativo del PD contro il cosiddetto “nucleare sostenibile” che non esiste
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Che l’Unione Europea rifiuti di vedere il pericolo che viene da Erdogan, il pericolo che la sua feroce sete di potere, che il suo islamismo degno dei Fratelli Musulmani (chiedete al turco medio che vota per Erdogan perché vota per lui, soprattutto nella parte asiatica della Turchia dove il presidente turco raccoglie l’80% dei suoi voti, rimarrete sorpresi, ma nemmeno tanto) rappresenta per la stabilità dell’Europa nonostante le spinte della NATO, preoccupa abbastanza. Preoccupa ancora di più che gli Stati Uniti che già non considerarono un pericolo Hitler, facciano lo stesso con Erdogan ignorando come quest’ultimo rappresenti il vero problema dell’Europa e del Medio Oriente: un uomo che fa il contrario di ciò che dice e che travestito da moderato prepara la svolta presidenzialista (e quindi autoritaria) del suo Paese mentre ammazza Curdi dicendo di bombardare i terroristi di Al Baghdadi.
Per fortuna è proprio Erdogan a venire in soccorso ai ciechi burocrati europei e statunitensi con una dichiarazione che The Guardian, che sposa la linea ferocemente e saggiamente anti Turchia nell’UE del Regno Unito, riporta testualmente e alla quale viene dato ampio risalto. Di ritorno da una visita in Arabia Saudita e stimolato dai giornalisti sulla natura della repubblica presidenziale che è nei suoi programmi, Erdogan è stato infatti lapidario: “Ci sono già stati esempi nel mondo. Basti guardare alla Germania di Hitler”, aggiungendo che ci sono “esempi recenti in altri paesi”. Difficile non vedere un riferimento alla Russia di Putin.
Erdogan vuole un cambio costituzionale che trasformi la Turchia in una repubblica presidenziale.
(1 gennaio 2015)
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