di Giovanna Di Rosa
Che Bagnasco straparli non è una novità. Lo fa da tempo. Ora che è in disgrazia e sta aggrappato alla poltrona perché gli è rimasta un po’ di fortuna straparla anche più spesso, preda del suo ego smisurato e del suo odio contro qualsiasi tipo di modernità. Ti aspetti qualsiasi cosa da Bagnasco, anche che dica che i cavalli hanno tre occhi se l’affermazione è funzionale al suo straparlare e che riesca anche a rendere credibile simile panzana.
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La stessa cosa fa con le unioni omosessuali quando dice, ad Assisi, citando la famiglia e soffermandosi sul creare “nuove figure” (famigliari, ndr) “seppure con distinguo pretestuosi che hanno l’unico scopo di confondere la gente e di essere una specie di cavallo di Troia di classica memoria è” continua Bagnasco, “irresponsabile”. Quelle di Bagnasco e della CEI sono menzogne. Lo vede anche un bambino. Le dichiarazioni di Bagnasco servono solo ad uso interno, a parlare cioè a coloro che alle cose che Bagnasco dice, ci credono, senza preoccuparsi di analizzarle criticamente e capire che sono menzogne.
Menzogne perché il nuovo istituto delle Unioni Civili per le coppie omosessuali non indebolisce la famiglia, indebolisce la CEI e Bagnasco che di fronte alla stabilità delle coppie che utilizzeranno il nuovo istituto giuridico, non potranno più scatenare il loro odio omofobo dichiarandole instabili, immature, negative, pericolose, destabilizzanti, eccetera.
Il vero Cavallo di Troia non sono le Unioni Civili, è Bagnasco stesso ad essere il Cavallo di Troia delle destre estreme ed omofobe; di quelle forze politiche e sociali ultraconservatrici che, senza argomenti, utilizzano l’odio, la paura e la divisione sociale per mantenere lo status quo affinché nulla cambi.
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P.S. Quando Repubblica la smetterà di parlare di Nozze Gay anziché di Unioni Civili questo paese sarà cambiato sul serio.
(11 novembre 2014)
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