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HomeNotizieInteressa?Legge contro l'Omofobia, la discussione in aula rimandata al 26 luglio: ché...

Legge contro l’Omofobia, la discussione in aula rimandata al 26 luglio: ché ci son priorità

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Testo:

Omofobia Foto Emendamentidi Daniele Santi

Il decreto “del fare” impedisce la discussione della Legge contro l’Omofobia, guarda caso, che viene rimandata al 26 luglio. Ivan Scalfarotto, primo firmatario della Legge, ricorda sul suo blog che alla legge sono arrivati quattrocento emendamenti (da votare lunedì 22).

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Avete letto bene, 400 (quattrocento!) emendamenti. Una quantità degna di una legge finanziaria, non di una piccola legge di civiltà che si propone di affermare l’ovvio principio che le persone non vanno odiate, discriminate o fatte oggetto di violenza solo perché sono omo o bisessuali, o trans.

Già da questo primo fatto possiamo notare l’importanza che la Legge riveste per chi vuole continuare a discriminare in pace, per chi vuole continuare a divertirsi utilizzando il termine “frocio” come meglio gli piaccia, si tratti di un insulto pre-pestaggio, di una maniera di esprimersi innocente, o di certe trasmissioni radiofoniche con conduttori che pretendono di utilizzarla ironicamente, sentendosi intelligentemente controcorrente magari.

Quattrocento emendamenti ad una legge, in altra sede, si chiamerebbero “ostruzionismo”, in questo caso non si dice nulla: i giornali non titolano “Ostruzionismo”, non dicono nulla. Sono come sempre le persone omosessuali, in questo caso quelle in Parlamento, deputati e senatori, in tutto quattro, accusati di volere limitare la “libertà d’espressione” ad essere discriminate, nell’informazione, nei trattamenti, nell’informazione, anche quando si tratta di parlare o no di una legge contro la discriminazione.

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La legge deve essere approvata anche perché tutto questo finisca.

 

 

 

 

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