Sono infuriati le sorelle i fratelli d’Italia, perché in Rai succede di tutto e naturalmente loro non ne hanno colpa, essendosi limitati a snaturare programmazione e palinsesti e a lasciare scappare i cavalli vincenti rimediando coi brocchi, ma il punto non è l’intrattenimento o la programmazione. Il punto è il potere sull’informazione: che gliene frega a loro della qualità. Basta guardare come governano per capire che quantità e qualità non sono proprio d’accordo rispetto ai loro orizzonti.
Però, scrive La Stampa che parla di tre voci differenti a riferirlo, la presidente del Consiglio avrebbe detto col solito garbo, dentro un “ragionamento strategico più ampio in vista del voto del 2027” che gli attuali quadri Rai “Andrebbero cacciati subito ma non possiamo permetterci un caso Rai in piena campagna elettorale”. A dimostrazione di quanto interessi a Meloni dell’Italia.
E’ però interessante capire attraverso la sua esternazione che, se confermata, Meloni ha già reso nota l’unica promessa che certamente manterrà nel malaugurato caso dovesse vincere anche le prossime elezioni, a dimostrazione che dell’Italia le interessa ben poco, comunicandolo anche a coloro che ancora e pervicacemente continuano a dichiarare che la voteranno anche nel 2027. Sappiano costoro, quelli che non la votano lo sanno già, che l’incaponirsi su Rai e informazione e legge elettorale praticamente incostituzionale, è la dimostrazione che a donna Meloni interessa il potere e la virata dell’Italia verso un’autarchia illiberale, nei tempi più veloci possibili.
Di lavoro, Pil, debito pubblico, produzione industriale, benessere, potere d’acquisto, salari, di tutte queste inezie – insomma – non c’è tempo di occuparsi perché s’ha da cambiare la legge elettorale per rivincere le elezioni e cacciare tutti dalla Rai. Un grande programma di governo, non c’è che dire.
Fabio Fazio raddoppia sul Nove. In onda anche il mercoledì in prima serata
Fabio Fazio raddoppia la sua prima serata sul NOVE. Oltre al consueto appuntamento della domenica, in onda dalle... →
(4 luglio 2026)
©gaiaitalia.com 2026 – diritti riservati, riproduzione vietata
Era il 3 luglio 2005: Zapatero approvava il matrimonio egualitario in Spagna, e Prodi diceva…
di Paolo M. Minciotti Il 3 luglio del 2005 Zapatero approvava in Spagna quella che è diventata una pietra miliare... →
