Unitamente ad altro calabresi avevano il compito di riciclare il danaro proveniente dalla cosca GRANDE ARACRI attraverso operazioni illecite. Per questi motivi sono stati coinvolti nell’operazione Taurus, condotta dal ROS dei Carabinieri. Un’operazione quella coordinata dalla DdA di Venezia e scattata nel luglio del 2020 con perquisizioni in Veneto, Emilia-Romagna e Calabria. I carabinieri del Ros, coordinati dalla Dda di Venezia, che aveva portato all’arresto di 33 persone (oltre 100 gli indagati) accusate a vario titolo di associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata al traffico di stupefacenti, estorsione, rapina, usura, ricettazione, riciclaggio, turbata libertà degli incanti, furto aggravato, favoreggiamento, armi, sequestrando beni per oltre 3 milioni di euro. Quindi l’iter processuale a seguito del quale il 44enne calabrese residente a Reggio Emilia, con sentenza emessa in data 18.04.2023 dalla 3° sezione della Corte d’Appello di Venezia, che ha riformato la sentenza emessa in data 05.07.2021 dal Gup presso il Tribunale Ordinario di Venezia, divenuta definitiva il 05.02.2025, l’uomo è stato condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione. Per questi motivi, l’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Venezia, in data 6 febbraio scorso ha emesso l’ordine di esecuzione per la carcerazione.
Il provvedimento restrittivo è stato eseguito questa mattina dai Carabinieri di Reggio Emilia Santa Croce.
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I militari, hanno raggiunto l’uomo presso la propria abitazione di Reggio Emilia dove vive, lo hanno arrestato ed hanno dato esecuzione al provvedimento accompagnando l’uomo in carcere per l’espiazione della pena. Ieri a Reggiolo era stato arrestato per la stessa indagine un altro calabrese 51enne.
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(7 febbraio 2025)
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