Roma
cielo sereno
29 ° C
29.1 °
28.7 °
66%
2.6m/s
2%
Ven
29 °
Sab
34 °
Dom
35 °
Lun
35 °
Mar
36 °

POLITICA

Pubblicità

ALTRA POLITICA

Pubblicità

ESTERI

Pubblicità
HomeCopertinaBambini e Gaza

Bambini e Gaza

Pubblicità
SEGUI GAIAITALIA.COM SU


di Marco Maria Freddi
Marco Maria Freddi

La tragedia di Gaza impone una condanna politica e morale senza ambiguità.
Al di là delle responsabilità storiche accumulate nel conflitto israelo-palestinese, esiste un dato che dovrebbe essere al centro di ogni riflessione: le prime vittime sono da sempre le bambine e i bambini, privati della vita, della sicurezza, della scuola, delle cure e di qualsiasi prospettiva di futuro. La sofferenza dell’infanzia palestinese non può essere relativizzata né trasformata in uno strumento di propaganda. Difendere i bambini significa difenderli sempre, indipendentemente dal luogo in cui nascono e dalle appartenenze politiche o religiose di chi denuncia la loro sofferenza.

Negli ultimi mesi numerosi esponenti della Chiesa cattolica hanno espresso parole molto dure sulla situazione di Gaza. Il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, ha parlato di una situazione di devastazione totale, descrivendo una popolazione civile stremata e bambini costretti a vivere tra distruzione, precarietà e mancanza di servizi essenziali. Il patriarca di Venezia Francesco Moraglia ha promosso iniziative di solidarietà attraverso la Caritas e il Patriarcato latino per sostenere la ricostruzione della scuola cattolica della Sacra Famiglia a Gaza. Monsignor Giorgio Bertin ha richiamato la necessità di superare una logica fondata soltanto sulle tregue temporanee per affrontare le cause profonde del conflitto. Il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, cardinale Matteo Zuppi, ha chiesto il rispetto del diritto internazionale umanitario, l’ingresso degli aiuti senza restrizioni e la fine dell’occupazione dei territori destinati ad altri popoli. Anche Papa Leone XIV ha rinnovato l’appello per la cessazione delle ostilità e per l’accesso agli aiuti umanitari.

LEGGI ANCHE

La politica è cosa nostra?

di Marco Biondi Parto da due episodi di cronaca. Il primo, anche se già abbondantemente commentato in questi...

A questi interventi si è aggiunto il dibattito promosso dal Meeting di Rimini, organizzato da Comunione e Liberazione, i cattolici di destra e estrema destra, che ha inserito tra i temi dell’edizione di agosto la riflessione sulla pace, sulla ricostruzione e sulle crisi internazionali. Un insieme di prese di posizione che mostra come la Chiesa cattolica abbia scelto di assumere un ruolo pubblico nel denunciare la sofferenza dei civili a Gaza.

Queste parole sono condivisibili nel loro contenuto. Ma una sinistra coerente e laica non può limitarsi ad ascoltarle senza interrogarsi sulla questione della credibilità morale di chi le pronuncia. Il problema non è ciò che viene detto sui bambini di Gaza, ma il rapporto tra quelle dichiarazioni e la storia concreta dell’istituzione che le formula.

La Chiesa cattolica porta infatti ancora il peso dello scandalo degli abusi sessuali sui minori e delle responsabilità istituzionali nella gestione di quei crimini. La commissione indipendente francese CIASE ha stimato circa 216.000 minori vittime di abusi da parte di membri del clero in Francia dal 1950, una cifra che arriva a circa 330.000 considerando anche i laici operanti nelle strutture ecclesiali.

LEGGI ANCHE

Erdogan al vertice Nato ha regalato pistole ai partecipanti, munizione incluse. Anche a Meloni

Una pistola per tutti è stato il grazioso omaggio che il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha riservato...

In Italia, e questo rappresenta una responsabilità politica che coinvolge anche la sinistra, non è mai stata istituita una commissione nazionale indipendente, con poteri autonomi di indagine, sul modello di quella francese della CIASE. La Conferenza Episcopale Italiana ha avviato propri strumenti di ascolto, prevenzione e raccolta delle segnalazioni, ma manca ancora un’indagine pubblica e indipendente capace di ricostruire dimensioni, responsabilità e dinamiche sistemiche del fenomeno. I dati disponibili provengono infatti da fonti ecclesiali o dalle associazioni delle vittime, e proprio questa assenza di una verifica istituzionale autonoma rappresenta ancora una ferita aperta.

È proprio questa contraddizione che una parte del mondo culturale di sinistra sembra rimuovere. Ho letto articoli e post di intellettuali e politici di sinistra, spesso celebrati e rilanciati da molti compagni, che hanno esaltato le parole dei prelati cattolici come se rappresentassero una conferma morale delle proprie posizioni sul conflitto di Gaza. Sorprende vedere utilizzare le dichiarazioni della gerarchia ecclesiastica quasi come una certificazione etica, come se la parola della Chiesa aggiungesse legittimità a una battaglia che dovrebbe invece fondarsi autonomamente sui principi universali dei diritti umani, del diritto internazionale e della difesa dei civili.

La sinistra non ha bisogno di una benedizione religiosa per condannare la distruzione di Gaza, chiedere la fine dell’occupazione, difendere il popolo palestinese e allo stesso tempo riconoscere il diritto alla sicurezza del popolo israeliano. La sua autonomia culturale dovrebbe impedire qualsiasi delega morale a un’istituzione che non ha ancora completato fino in fondo il proprio percorso di verità sugli abusi commessi al suo interno.

La tutela dell’infanzia non può essere selettiva. Non può valere soltanto quando riguarda i bambini vittime delle guerre o delle ingiustizie degli altri. Deve valere anche quando le responsabilità chiamano in causa comunità religiose, istituzioni educative e organizzazioni che hanno esercitato per decenni una grande influenza sociale.

Da questa considerazione nasce una questione politica più ampia. La difesa della laicità dello Stato non significa ostilità verso la fede religiosa, ma affermazione del principio secondo cui ogni istituzione deve essere sottoposta alle stesse regole, agli stessi controlli e agli stessi obblighi di trasparenza.

I bambini di Gaza meritano solidarietà. Ma la stessa solidarietà deve essere garantita ai bambini abusati in ogni istituzione laica o religiosa. Solo una tutela universale dei diritti può restituire piena credibilità alle parole pronunciate in nome dell’infanzia.

 

 

(10 luglio 2026)

©gaiaitalia.com 2026 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 

 

 

 

 

 




Iscrivetevi alle Newsletter di Gaiaitalia.com Notizie

Articolo precedente
Torino
pioggia leggera
25.4 ° C
27.8 °
23.9 °
62%
6.6m/s
97%
Ven
25 °
Sab
26 °
Dom
28 °
Lun
29 °
Mar
31 °
Pubblicità

LEGGI ANCHE