Una pistola per tutti è stato il grazioso omaggio che il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha riservato agli ospiti, tutte e tutti, che si sono piacevolmente intrattenuti attorno a un tavolo dove la tensione si tagliava col coltello in occasione del vertice Nato di Ankara, quello dove tutti hanno circondato d’amore il presidente USA col ciuffo scomposto. Al termine dell’incontro l’unica notizia rimasta, visto che l’aumento delle spese militari dei Paesi alleati non è più una notizia, è stata quella che riguarda il padrone di casa che ha regalato a ciascun leader presente una pistola con il proprio nome inciso sopra, corredata di una scatola di munizioni. Lo scrive il Corriere.
C’è da sperare che non sia un augurio, ma solo una delle tante uscite di pessimo gusto che il gerontocrata turco ha messo in atto durante il suo eterno mandato presidenziale. Scosso da un incontrollabile afflato di gentilezza Erdogan ha addirittura allegato una nota che esentava le armi dai controlli doganali sulle esportazioni turche.
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Il primo ministro britannico Starmer – al suo ultimo appuntamento internazionale da premier, dopo l’annuncio delle dimissioni lo scorso 22 giugno – ha lasciato la pistola in Turchia, poiché introdurla nel Regno Unito sarebbe stato illegale. La nostra presidente del Consiglio ha invece portato l’arma in Italia seguendo con la serietà che la contraddistingue le procedure previste: l’arma è stata presa in carico da personale autorizzato a maneggiarla e, una volta rientrati in Italia, sono state avviate le procedure per denunciarne il possesso. L’arma è stata quindi registrata a Palazzo Chigi, come avviene per tutti i doni ricevuti dal premier, ed è entrata nella disponibilità della Presidenza, protocollata come ogni altro omaggio. Anche in questo caso, a rendere possibile il trasporto è stato il documento fornito da Erdogan per l’uscita dell’arma dal Paese.
Insomma un vertice col colpo in canna.
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(9 luglio 2026)
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