Nata a Milano il 10 settembre 1930, deportata a 13 anni perché ebrea, senatrice a vita e ancora oggi presa di mira dagli odiatori di professione che ad ogni apertura d’occhi devono trovare qualcuno da vilipendere, Liliana Segre già immortale in vita viene celebrata nel film presentato alla Festa del Cinema di Roma nel 2024 (Special Screening): Liliana di Ruggero Gabbai.
Liliana Segre viene caricata sul treno per Auschwitz il 30 gennaio del 1944 dal famigerato binario 21, lei e compagni di sventura (sopravvivranno in pochissimi) vengono caricati sul vagone merci che li porta ad Auschwitz-Birkenau. Liliana perde lì padre e nonni paterni bruciati nei forni, lei riesce a sopravvivere al freddo e alla fame e fuggirà dal campo a piedi. Tace sulla sua vicenda per 45 anni, poi comincia la sua straordinaria testimonianza.
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Il film esce in 270 sale in tutta Italia, ma sembra che un velo di silenzio ne voglia nascondere l’uscita. Ebbene no: il film c’è. Va visto. E verrà distribuito auspicabilmente anche nelle scuole. E’ stato girato utilizzando un archivi che risale a una regia precedente di Gabbai, Memoria – I sopravvissuti raccontano (1997), realizzato con il CDEC (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea) di Milano, in testimonianza della Shoah e omaggio a questo simbolo vivente di coraggio, antifascismo: una donna libera. Così libera da riuscire a dire: “Se vogliono mi ammazzino. Io sono libera. E non scappo più”.
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(20 gennaio 2025)
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