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Sarà un gran casino, quest’autonomia differenziata. E l’idea non era nemmeno male. Il solito pastrocchio alla Salvini

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di Giancarlo Grassi

La raccontano bene, e in breve, gli attivisti del Movimento Equità Territoriale questa bruttissima storia di spezzatino d’Italia, uno spezzatino che è merce di scambio tra Salvini e Meloni  sulla pelle dei cittadini che non hanno capito niente nemmeno stavolta, e gridano incongruenze dopo. La merce di scambio è questa: da una parte l’autonomia differenziata dall’altra il premierato. Cosa succederà?

Succederà che questa cosa verrà fatta a cazzo anche stavolta, un po’ come il reddito di cittadinanza, per consenso e non per bisogno e non si capirà più niente – anzi si capirà ancor meno – del funzionamento di questo paese le cui 21 regioni diventeranno di fatto 21 stati praticamente indipendenti con regole proprie, scuole proprie, sanità propria, leggi proprie, governatori semi-dei e, ad esempio, le industrie che pagano il 30% di tasse in una regione o stato che dir si voglia avranno una sede in un’altra regione o stato che dir si voglia dove le misure contributive saranno differenti. E’ solo un esempio.

L’opposizione frattanto grida allo scandalo e canta Fratelli d’Italia in parlamento: osannando di fatto il partito di maggioranza loro malgrado e dimenticando che la riforma del titolo V della costituzione che ha dato la stura a questo schifo la votarono loro, col governo D’Alema. Quando si dice avere contezza. Poi lui negò, ma è un dettaglio. Nessuno dice che sulle materie non lep l’autonomia differenziata si potrà chiedere dal minuto successivo all’approvazione della Legge; la discrezionalità è così ampia che se tre regioni decidono di mettersi insieme e formare una macroregione (è di fatto secessione in barba alla Costituzione dell’Italia “una e indivisibile”) potrebbero persino riuscirci. E mangiare padano.

Poi c’è quest’altra cosuccia da nulla secondo la quale uno stato frammentato è uno stato più debole e uno stato più debole ha bisogno dell’uomo (la Uoma) forte, ed ecco raccontato cosa si nasconde sotto il cucuzzaro.

Non ho competenze sufficienti per entrare nel merito di una riforma che deforma e mi limito a opinioni personali sulla base del poco che so. Conosco abbastanza questo paese per sapere che leggi che si raccontano non sono mai quelle che poi si promulgano che sono a loro volta diverse da quelle che si applicano: perché in questo paese le leggi vengono scritte in modo che poi si interpretino, altrimenti diventa difficile incolpare i giudici degli errori del legislatore. Tutto il resto è in arrivo e lo vedremo. Di certo dal governo degli scappati di casa con Salvini, poi quello di Conte con PD e gli altri a oggi con il governo di destra-destra (perché se non si definisce così non si è di moda) le cose non sono cambiate: si è sempre immersi fino al collo nei soliti pastrocchi alla Salvini (anche se siamo all’ennesimo porcellum a firma Calderoli). E ci cascano tutti.

 

P.S. Mentre l’opposizione cantava Fratelli d’Italia seguito dai fratelli, sorelle e cognati d’Italia, i leghisti mostravano la bandiera del Leone di Venezia (un capolavoro, signori delle opposizioni. Chapeau)…

 

 

(24 gennaio 2024)

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