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HomeMilano & Lombardia LGBTIQ+Per le Famiglie Arcobaleno un tragico ritorno al Medioevo

Per le Famiglie Arcobaleno un tragico ritorno al Medioevo

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di Marinella Maze

Rabbia e tristezza in egual misura riempiono il mio cuore per quanto sta accadendo alle famiglie  arcobaleno. Lo avete letto su tutti i giornali e lo avete sentito in TV: la Procura di Padova ha chiesto al Comune della città di trasmettergli tutti gli atti di nascita che certificano l’iscrizione all’anagrafe di figli di coppie omogenitoriali. Il risultato di questo provvedimento è che i certificati di nascita di 33 bambini – nati da due donne grazie alla PMA-Procreazione Medicalmente Assistita e registrati negli ultimi 6 anni dal sindaco Sergio Giordani – saranno a disposizione del tribunale che potrebbe valutarne la cancellazione.

Tutto ciò a seguito della circolare del Ministro degli Interni Matteo Piantedosi, con la quale il Governo Meloni ha bloccato le registrazioni della nascita dei figli delle coppie omogenitoriali. Il provvedimento è stato possibile perché l’Italia, a differenza della maggior parte dei Paesi Europei, non ha mai varato una specifica legge a riguardo. Nel 2022 la Corte Costituzionale aveva richiamato il Parlamento e la politica, mettendo in evidenza il vuoto giuridico che lascia senza tutela i figli delle coppie omogenitoriali, dando origine a discriminazioni.

Ma a nulla è valsa la successiva condanna del Parlamento Europeo per la scelta di negare la registrazione dei figli delle coppie omogenitoriali, il Governo Meloni procede senza tener conto di richieste e suggerimenti. Eppure pochi giorni dopo l’insediamento, la Prima Ministra aveva dichiarato “non toccheremo i diritti della comunità Lgbtq+”.
Falsi proclami, come al solito.

Li abbiamo visti sulle pagine dei giornali o ai talk show in tv affermare che i bambini hanno bisogno di una madre e di un padre, dimenticando tutti quelli che restano orfani… A me piacerebbe sapere su cosa basano queste dichiarazioni: studi scientifici o semplici pregiudizi?


Cosa dice la scienza?
Nel 2015 l’analisi della letteratura scientifica sull’omogenitorialità compiuta da Adams e Light ha passato in rassegna tutte le pubblicazioni scientificamente accreditate al mondo per concludere che la comunità scientifica internazionale ha raggiunto l’unanimità sul principio che non sussistano differenze significative tra figli di genitori omosessuali e di quelli eterosessuali. Anche gli studi successivi sono giunti alla stessa conclusione.

Recentemente Anna Maria Speranza del Dipartimento di Psicologia Dinamica e Clinica della Facoltà di Medicina e Psicologia dell’Università Sapienza di Roma, ha scritto “ Va sottolineato comunque che esistono delle condizioni di svantaggio nel crescere all’interno di una famiglia omogenitoriale, e queste sono riconducibili sostanzialmente al pregiudizio e allo stigma sociale, ovvero all’omofobia, a cui queste famiglie possono andare incontro”.

A chi ci governa e a chi desidera approfondire l’argomento, consiglio la lettura di “La famiglia in-attesa” di Federico Ferrari per Mimesis Edizioni. Il saggio dello psicoterapeuta familiare, oltre a smontare il falso luogo comune per cui le ricerche accreditate siano state finanziate da associazioni Lgbtq+, propone una raccolta dei maggiori studi suddivisi secondo la metodologia della ricerca e il tipo di campione utilizzato.

Ancora una volta, il governo Meloni sta decidendo della vita delle persone basandosi su pregiudizi e senza tener conto delle evidenze scientifiche. In questo modo sta facendo esattamente il contrario di quello che dichiara: il provvedimento non tutela i bambini, riduce anzi i loro diritti e li condanna a essere cittadini di serie B.
Un tragico ritorno al Medioevo.

 

(13 aprile 2023)

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