Pubblicità
sabato, Aprile 20, 2024
13.8 C
Roma
11.4 C
Milano
Pubblicità
PubblicitàBritish School Banner 2023

POLITICA

PubblicitàLancio Master 2023 Limited Edition

ESTERI

Pubblicità
Pubblicità
HomeNotizieSe il governo tace sul Covid significa che non c'è più pericolo?...

Se il governo tace sul Covid significa che non c’è più pericolo? E se non c’è più pericolo perché il governo tace sul Covid?

GAIAITALIA.COM NOTIZIE anche su TELEGRAMIscrivetevi al nostro Canale Telegram

di Giovanna Di Rosa

La domanda sul Covid che dà forma al titolo è puramente provocatoria e il riferimento al Covid semplicemente funzionale a ciò che cercheremo di dire. Il governo Meloni è insediato da poche settimane, ha dovuto correre per approvare una Legge di Bilancio che non serve nemmeno a Meloni e si è scapicollato da una televisione all’altro con il suo circo di chiacchieroni per lo più polemici e impreparati, per gridare ai quattro venti che le misure prese sono causa delle decisioni del precedente governo. Siamo sempre al “Non ci lasciano lavorare” dell’uomo di Arcore. Perché le destre non cambiano mai, nemmeno quando si spacciano per progressiste.

Meloni da parte sua, non ha perso occasione per passare al sarcasmo più innecessario quando non aveva risposte alle domande dei giornalisti. Esaurito il sarcasmo si passava direttamente agli scatti d’ira. Sintomi di debolezza, se non di paura. Meloni non se lo meriterebbe nemmeno da se stessa.

Il governo espressione del 44,4% degli Italiani a fronte di un 66,6% di votanti non è espressione di tutti gli Italiani, (essendo il 33,4% di Italiani non votanti il secondo partito) è dunque passato alla propaganda pura con l’apporto delle corazzate Mediaset (tv e radio a profusione, come se non ci fosse limite a ciò che un solo uomo può possedere), con conduttori e professionisti che hanno scelto di lavorare dove lavorano ad arrampicarsi sugli specchi per raccontare ciò che non è raccontabile perché non esisteMeloni che attraverso telefonate di cortesia al presidente della Repubblica, improvvise virate dentro la teologia e la storia  – con giudizi personali su pontefici scomparsi che in uno stato laico, con laica Costituzione, ci si potrebbe risparmiare – cerca quotidianamente di rifarsi un look adatto alla giornata, dicendo assai poco sullo stato delle cose che quotidianamente le presentano il conto.

La guerra alle Ong e ai migranti è parte del copione, ma a lavare e rilavare la stessa coperta – soprattutto se il tessuto è di pessima qualità – la coperta si accorcia sempre di più e se persino la CEI si mette di traverso alle misure anti Ong, forse il passo è più lungo della gamba. Sia detto con rispetto.

Cosa succederà a Febbraio 2023 quando le risorse stanziate dalla Legge di Bilancio saluteranno Meloni e i suoi colonnelli non è dato saperlo; quale sarà la strategia del governo Meloni rispetto alle scorribande nostalgiche di troppi dei suoi colonnelli che giocano ad essere più legati a un passato simil-fascista con bombe sui treni al seguito che al futuro dell’Italia, non è dato sapere; cosa il governo Meloni intenda fare di fronte allo sfascio della Sanità che è sull’orlo del collasso non è dato sapere, e la Lombardia sta lì ad insegnare che la sanità privata non è la soluzione; cosa farà il governo Meloni per l’istruzione al di là della propaganda quotidiana di un ministro leghista imbarazzante dentro una compagine che delira di merito salvo poi dimostrare nei fatti che in questo paese vale essere nel posto e nella compagine giusta per stare dove stai anche se non hai ne né mezzi né meriti, non è dato sapere; per quanto Meloni intenda restare ancorata ad una maggioranza di governo come quella attuale, nemmeno quello è dato saperlo.

Insomma buon anno 2023 anche a voi nell’attesa che questa politica di impreparati superficiali decida che è finalmente venuto il momento di rendere noto che non si agisce sulla realtà presunta acchiappavoti ad uso poltrona, ma di raccontare lo stato delle cose e di agire di concerto con il popolo italiano capace, forte e intelligente e che quando è il momento di rimboccarsi le maniche, nonostante la purtroppo inevitabile ingenuità al momento di segnare la fatidica X sulla scheda elettorale, se le rimbocca senza protestare. Buon Anno 2023 nonostante la politica italiana sia incapace di trovare soluzioni che vadano al di là del sondaggio del lunedì.

Se Meloni vuole passare alla storia, e la sua feroce ambizione non lascia dubbi al riguardo, operi una cesura totale con il passato e dica la verità sullo stato delle cose al di là dei sarcasmi da conferenza stampa in risposta alle domande indesiderate.

 

 

(2 gennaio 2022)

©gaiaitalia.com 2022 – diritti riservati, riproduzione vietata

 





 

 

 

 

 

 



Pubblicità

LEGGI ANCHE