di Daniele Santi
Tra tutte le misure che farebbero gridare di stupore, se si avesse ancora voce per (e voglia di) gridare, la più vergognosa è senza dubbio quella che riguarda i 5.500 € che i parlamentari neoeletti si regalano a titolo di rimborso spese per l’acquisto di cellulare, tablet, pc e apparecchi elettronici. Acquisti che, se abbiamo letto bene, dovrebbero già essere stati fatti.
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Conosciamo numerose persone che hanno una spessa d’affitto mensile di 500 € che significa che con i 5.500 € di rimborso che le signore e i signori parlamentari si prendono (denaro pubblico) questi numerosi conoscenti pagherebbero un anno d’affitto. Non stiamo facendo i conti in tasca a chi sta a Roma comodamente assiso, stiamo facendo i conti con la loro mancanza di decenza e pudore. La misura è un inno alla casta e un insulto alla povertà, ne prendano atto, ma secondo Paolo Trancassini di Fratelli d’Italia, Alessandro Manuel Benvenuto della Lega e Filippo Scerra del Movimento 5 Stelle il bonus soddisferà le “esigenze individuali di aggiornamento tecnologico”. Il bonus è aumentato rispetto alla scorsa legislatura, quando era di 2.500 € e i beni rimborsabili sono computer portatili, tablet, cuffie come le Airpods di Apple (indispensabili come il pane), monitor fino a 34 pollici. Lo scrive Open Online.
Per la cronaca, e per tenerselo in mente, 5.500 € per 400 parlamentari fa un totale di € 2.200.00 di denaro pubblico investito in rimborsi per tecnologia che verrà usata anche per fini privati. Questo mentre milioni di italiani non possono pagarsi le bollette a meno di non pagare l’affitto o di ridurre i consumi o mangiare alimenti a buon mercato (cioè di bassa qualità) e i bonus a lavoratori e pensionati per le bollette è di 500 €. Ché la giustizia sociale è una cosa seria.
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(30 novembre 2022)
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