Le destre sovraniste e illiberali e Peppa Pig (e poi non ne parliamo più che la storia parla da sola)

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di Claudio Desirò*

Nel momento in cui il nostro Paese vive sulla propria pelle uno dei peggiori momenti storici dal dopoguerra ad oggi ed in cui ci si trova ad affrontare una campagna elettorale surreale a base di slogan e di polarizzazione aprioristica in buoni vs cattivi, ecco che si prende la scena Peppa Pig che, volente o meno, accentra su di sé la dialettica ed il confronto politico per qualche ora (speriamo non qualche giorno).

“Pietra dello scandalo” una puntata del cartone animato con protagonista una famiglia arcobaleno: due mamme per un “bambino”.

Ora, che nel 2022, in un Paese che vorrebbe definirsi moderno e liberale, una cosa simile possa diventare oggetto del confronto politico risulta fuori dal tempo e dalla storia, così come l’affermazione degli sceneggiatori del cartone che ammettono di aver ceduto a “pressioni” per mettere in scena la puntata di una serie animata che ha come target bambini in età prescolare. Come se dalle puntate di un cartone animato come Peppa Pig si decidessero i destini del mondo e della società in un senso piuttosto che in un altro.

Sembrano passati secoli da quando Heidi viveva con le caprette che le facevano “ciao”, o Lady Oscar combatteva gli stereotipi della Corte di Francia. E Lady Oscar, ahimè tanti anni fa, non scatenava così tante polemiche.

A distanza di decenni sembra che non ci siano argomenti, temi, emergenze da affrontare e, nel bene o nel male, il livello del confronto politico necessiti di Peppa Pig. Evidenza di un arretramento culturale, non solo politico, che ha portato un Paese polarizzato indietro di decenni, fermo a stereotipi che qualcuno vorrebbe preservare indifferente ad una società evoluta ed altri vorrebbero forzare ottenendo in risposta l’effetto contrario.

I diritti civili, non solo dovuti, ma sacrosanti, necessitano di un’evoluzione della coscienza della società che presuppone un’inversione di tendenza rispetto a quanto avvenuto in questi anni. E l’utilizzo della polemica “contro” è solo un pannicello caldo per coprire l’inadeguatezza ad affrontare le legittime richieste che nascono nella società civile.

Nel frattempo, mentre ci si divide tra favorevoli e contrari alla trasmissione di una puntata di un cartone animato, le emergenze proseguono, la campagna elettorale “contro” pure, ed il Paese rimane in balìa di se stesso in attesa di risposte e di soluzioni reali che tardano ad arrivare.


*Segretario Nazionale Italia Liberale Popolare

 

 

(10 settembre 2022)

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