La SGI contro le armi autonome che “possono decidere chi uccidere”, lancia “Immoral Code”: documentario e petizione

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di Giovanna di Rosa

Parte da Tokyo l’ennesima iniziativa della Soka Gakkai Internazionale a favore della pace mondiale e dei diritti dell’uomo. E si tratta della messa online di un documentario di 23 minuti, si chiama Immoral Code che chiede, in soldoni, se in quanto esseri umani siamo disposti, saremmo davvero disposti, a lasciare che le macchine create dall’uomo prendano decisioni sulla vita e sulla morte dell’uomo. Il documentario è visibile su www.immoralcode.io dallo scorso 24 maggio.

Immoral Code è un progetto documentaristico prodotto dalla coalizione internazionale Stop Killer Robots, gruppi della società civile che manifestano tutta la loro preoccupazione per una deriva tecnologica nella quale sembra si voglia lasciare campo libero agli algoritmi lasciando che le macchine si prendano le responsabilità [sic] che gli esseri umani non vogliono più, e chiede agli spettatori di firmare una petizione in cui si chiede una nuova legge internazionale che disciplini l’autonomia dei sistemi di armamento.

La Soka Gakkai International (SGI), rete buddista con sedi e fedeli in 192 paesi e territori del globo, membro internazionale di Stop Killer Robots dal 2018, per voce di Hayley Ramsay-Jones, Direttrice dell’Ufficio di collegamento dell’SGI Office for UN Affairs di Ginevra e rappresentante del Gruppo di Lavoro Stop Killer Robots sull’intersezionalità, ha fornito consulenza ai registi sulle questioni relative a rappresentanza, razza e genere. La sua testimonianza rappresenta una voce unica fino ad oggi sui pericoli che siano proprio le macchine dotate di intelligenza artificiale a decidere selettivamente, qualora governino armi automatiche, chi uccidere e chi no. Una prospettiva agghiacciante che Hayley Ramsay-Jones commenta con chiarezza.

L’intelligenza artificiale non è neutrale. Il razzismo opera a tutti i livelli del processo di progettazione, produzione e implementazione ed è stato dimostrato che questo porta a ritmi allarmanti a errori di identificazione tra le comunità di colore e in particolare nei confronti delle donne nere.”

L’iniziativa è estremamente importante ed è ripresa da tutte le maggiori agenzie di stampa mondiali, in Italia dall’Adnkronos, ed è stata lanciata il 19 maggio scorso al Leicester Cinema di Londra alla presenza del Principe Carlo; un lancio seguito da un dibattito tra esperti che ha chiarito, come se non lo fosse già per chi voglia vederlo, il fatto che tutti siamo vulnerabili ed è urgente necessità di una legge vincolante a livello internazionale. La Soka Gakkai Internazionale ha sostenuto il lancio insieme a Amnesty International, ad Article 36 e alla Women ‘s International League for Peace and Freedom.

Anche noi vi invitiamo a guardare www.immoralcode.io e a condividerlo, firmando la petizione, perché se esistono trattati internazionali sulla armi convenzionali non c’è davvero motivo di non vietare e disciplinare altri sistemi di armamenti. Armi automatiche governate da intelligenza artificiale incluse.

La Soka Gakkai Internazionale (SGI) è un’organizzazione laica buddista globale fondata da Daisaku Ikeda, che raggruppa più di 12 milioni di fedeli in 192 paesi e territori del mondo, qui il sito italiano, e una ONG che dal 1983 gode di status consultivo presso l’ECOSOC dell’ONU e promuove la pace, la cultura e l’educazione attivamente impegnata per la pace e i diritti umani e l’abolizione delle armi nucleari.

 

(27 maggio 2022)

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