di Giancarlo Grassi
“Non dissolvete il dono del padre in vanità personale”, un messaggio che arriva direttamente dalle Altissime Vette che il Fondatore solca, o immagina di solcare, e si rivolge direttamente alle pecorelle smarrite Conte e Di Maio che stanno dando vita all’ennesimo scannatoio a 5Stelle in nome del potere interno. Non va dimenticato che erano quelli dell’uno vale uno.
Secondo il Supremo Fondatore il bene di tutti è “anche di poter parlare” – saggissime parole – soprattutto quando non ti zittiscono subito dopo dicendo il contrario. Il suo post poi continua dicendo molte cose del tutto distanti, riteniamo, da ciò che sarebbe il bene del paese e assai legato a quelle dinamiche di partito e di piccole vanità sulle quale il M5S sputava acido muriatico ai bei tempi del Fondatore traghettato dalla folla su un canotto.
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Erano bei tempi quelli. Tempi in cui se eravate grillini potevate credere a tutto. Certo, serviva esserlo. Grillini, intendiamo, non tutti gli altri aggettivi che finiscono con “ini”. Nel frattempo i due leaderini si scannano sul significato del post. C’è da strapparsi i capelli, altro che grillico ecumenismo.
(2 febbraio 2022)
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