di Daniele Santi
Cambiare tutto perché non cambi niente, tanto per (non) cambiare, ed è davvero triste dover essere d’accordo con l’affermazione di Meloni che dice “Non ci credo” – certo è che lei vuole andare a votare convinta com’è di stravincere (ma lei voleva rimanere l’unica all’opposizione e c’è riuscita). Ora tocca solo che i ministri giurino su “Il gattopardo” di Tomasi di Lampedusa anziché sulla Costituzione (con tutto il rispetto che abbiamo per la Costituzione).
Caso Ranucci, il Tribunale del Riesame fissa al 7 settembre l’udienza Lavitola
Il Tribunale del Riesame ha fissato per il prossimo settembre l'udienza per Valter Lavitola, accusato (dopo sua stessa... →
Salvini si autoassolve, ma ne parleremo in altra sede, Enrico Letta ha deciso di vincere facile e Matteo Renzi non si è potuto risparmiare il suo “Meno male che Sergio c’è”. Tutto avviene dopo una settimana di tira e molla, figure patetiche, un paese che ride come non ha mai riso prima, il centrodestra si è sfasciato, Salvini è fritto e anche Berlusconi non si sente molto bene. Ora manca soltanto una legge elettorale proporzionale e Draghi rimarrà a Palazzo Chigi a vita.
Una classe politica di impresentabili si affida per l’ennesima volta alle poche figure degne di rispetto che vengono da fuori l’arco dei partiti. Ciò che è certo è che Mario Draghi tornerà in Consiglio dei Ministri con il coltello tra i denti.
Torino, inseguito dalla Polizia in centro storico su un’auto rubata a dei turisti: un arrestato e due denunciati
La Polizia di Stato ha tratto in arresto a Torino un trentanovenne marocchino per aver ignorato l’alt, dandosi... →
(29 gennaio 2022)
©gaiaitalia.com 2022 – diritti riservati, riproduzione vietata
