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venerdì, Gennaio 28, 2022

Il crepuscolo del pensiero ideologico #giustappunto di Vittorio Lussana

di Vittorio Lussana, #Giustappunto

Nei giorni scorsi a “L’aria che tira”, il programma de La7 condotto da Myrta Merlino, ho ascoltato una delle manifestanti No Green Pass di Novara: una di quelle che si è vestita col pigiama da deportata Ebrea. E ho capito come ragionano questi qui: il loro problema si chiama massimalismo ideologico. In pratica, in quasi tutto quello che essi affermano manca il nesso logico di collegamento, finendo col porre ogni problema sullo stesso piano, senza alcuna distinzione di sorta. Non sanno neanche cosa sia il nesso della distinzione. E, ancora oggi, non capiscono come funzioni.

Per questa gente qui, che appartiene a un pezzo di società che ha commesso l’errore di dare maggior peso alle ideologie anziché alle scienze sociali, battersi per i diritti individuali della persona è una competizione a chi la spara più grossa. Una gara a chi ce l’ha più lungo, praticamente: una filosofia da avvocati delle cause perse.

I No vax o No Green pass che dir si voglia sono realmente convinti di quello che dicono: non ci fanno, bensì ci sono. Oppure, come nella miglior tradizione della dissimulazione all’italiana, ci fanno e ci sono al contempo, a seconda delle convenienze: una filosofia quantitativa la quale, per dirla con Hegel, non comprende di “abbattere la qualità”.

Non riuscire a stabilire le proporzioni dei propri ribaltamenti logici, come per esempio quello di paragonarsi agli Ebrei deportati nei campi di concentramento nazisti, non corrisponde affatto alla tecnica del bambino che morde il cane. Loro lo prendono direttamente a bastonate il cane, dando pienamente l’idea di come queste persone siano inconsapevoli delle enormità che dicono e pensano rispetto ai problemi che vorrebbero contestare: un po’ come quando si cerca di radere al suolo il mondo perché hai visto due scoiattoli in giardino. Insomma, siamo di fronte a delle persone inconsapevoli delle proporzioni logiche necessarie a mantenere in asse il pensiero razionale. Una minoranza di sprovveduti, che denunciano intenzioni sproporzionate e inesistenti. Tutto ciò è tipico del massimalismo rivoluzionario: siccome si rifarebbe ancora oggi quello che Hitler e Himmler fecero agli Ebrei, il primo riferimento che essi cercano di ribaltare diviene quello lì. In un certo senso, si tratta di un passo in avanti rispetto alla semplice rimozione o al rigetto della verità: nel loro ragionare unicamente per opposti o per polarizzazioni estremizzate, essi cercano di invertire quei fatti a cui la Storia li ha letteralmente inchiodati. Ma se si va a ribaltare proprio quella cosa lì, non va bene lo stesso, perché si dimostra unicamente di essere ancora oggi prigionieri all’interno dello stesso giardino: non sono ancora riusciti a uscire dal recinto delle ideologie novecentesche.

Si tratta dello stesso errore logico che commette anche Giorgia Meloni, quando afferma retoricamente: “Quindi, io dovrei vaccinare mia figlia di cinque anni, mentre 33 immigrati entrano a Trento tutti e 33 trotterellando” (e spargendo contagi, ndr)? Due fenomeni che non hanno nulla in comune, perché gli immigrati che riusciamo a salvare nel Mediterraneo, dopo il loro sbarco vengono immediatamente tamponati e sono obbligati a un periodo di quarantena: non vengono affatto lasciati in giro a diffondere il virus.

Questa mancanza di nesso logico-razionalistico dimostra come le destre sovraniste vadano a spanne nei loro ragionamenti, restando immobili sulle categorie massime senza mai scendere lungo la riva del fiume. Restano lassù, nella loro superficialità. Ribadiamo: ciò è tipico del massimalismo ideologico. “La dobbiamo sparare più grossa possibile, per far passare il concetto…”: questo è il loro ragionamento. Pertanto, oltre a pensare che gli altri siano tutti cretini e che solo loro siano i furbi, le destre sovraniste si sparano sui coglioni da sole, commettendo due errori in una botta sola.

A Roma, tali comportamenti assurdi vengono commentati con la frase: “Nun te sei regolato”. Ed è esattamente questa la sintesi migliore, direttamente proveniente dalla cultura popolare più autentica: i No Vax e i No Green Pass non si regolano. E ciò accade per un motivo molto semplice: essi odiano le regole. Per puro irrazionalismo ideologico.

 

(11 novembre 2021)

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