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Attacco a “Report” per presunto “filo-antivaccinismo” e qualche nostalgico ne chiede la chiusura

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di Daniele Santi, #politica

Il servizio di Report andato in onda il 1 novembre 2021 all’interno del quale, oltre a numerose e utilissime informazioni, si parlava anche di business del vaccino, non è piaciuto nemmeno a noi. Non perché abbia particolarmente tirato la volata ai No vax ma perché si è trattato di un servizio che poteva essere fatto meglio. Lo scriviamo ad un collega dell’informazione come dato di fatto, consci di quanto abbiamo da imparare. Tutti e sempre.

Sigfrido Ranucci, tra minacce della ‘ndrangheta, con la mafia alle calcagna e minacce di morte sulla testa, sotto scorta h24, non aveva certo bisogno di un’altra tegola come questa sulla testa e i toni furibondi di Rosato, di Italia Viva convincono poco, così come poco ha convinto la risposta di Ranucci al quale consiglieremmo di rivedersi il servizio con spirito critico, essendoci alcuni passaggi che possono generare equivoci. E a Rosato consiglieremmo, se fossimo in diretta connessione con l’altissimo come troppi politici ritengono di essere ergo intoccabili per discendenza, di evitare che le sue rimostranze un po’ troppo focose potessero far sospettare che il frequente fare le pulci a Renzi della trasmissione possa stare alla base, insieme alle altre critiche, del suo attacco a Report.

Brutto è però vedere, nel 2021 e senza che nessuno ci abbia avvertito che siamo tornati alla Rai di Biagio Agnes e del Craxi-Andreotti-Forlani, la nemmeno troppo velata richiesta di sospensione-chiusura del programma che ci aspetteremmo da certa destra, ma non da Renzi che con un post su Facebook ripreso dall’Adnkronos: “Per giudicare questa trasmissione mi bastano queste parole del conduttore Ranucci ieri: la terza dose è il business delle case farmaceutiche. Il vaccino – scrive Renzi – non è un business, il vaccino per me è la salvezza dal coronavirus. Report non fa servizio pubblico, tutto qui”.

Anche Renzi era stato, piuttosto piccato, ospite della trasmissione e, in questa fase di critica politica, siamo certi che avrebbe potuto dare risposte più articolate, intelligenti ed esaustive alle domande del cronista senza cedere al fastidio che non gli ha giovato.

Numerosi politici picchiano duro, anche Luciano Nobili che scrive: “No caro Ranucci, la terza dose del vaccino non è il business delle case farmaceutiche ma lo strumento con cui vengono salvate le vite dei più fragili”.

Ranucci toccherà spiegarsi, crediamo sia un dovere, ma i signori deputati e senatori dovrebbero evitare di imporre furiosi punti di vista che fanno pensare, magari sbagliando, a un furore censorio di nemmeno troppo lontano odore sovranista salvin-meloniano con sfumature trumpiane… Quel Trump che per essere libero di dire quello che vuole si fa un suo social personale. Siamo tutti d’accordo che quella roba lì non la vuole nessuno. O no?

 




 

 

 

 

 

 

 



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