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Destre sleali e razziste e sinistre nel deserto #Giustappunto di Vittorio Lussana

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di Vittorio Lussana, #Giustappunto

La vicenda di Seid Visin, il giovane calciatore suicidatosi per il colore della propria pelle, cambia all’improvviso il nostro scenario politico. Un ragazzo adottato sin da piccolo, dunque  cresciuto da una famiglia italiana, il quale ha cominciato a percepire, durante i suoi delicatissimi anni di maturazione verso l’età adulta, che qualcosa stava cambiando intorno a lui.

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C’è anche un giovane attore di colore a Roma, nato da padre italiano e madre libica, che da alcuni anni a questa parte è costretto a rincorrere a piedi gli autobus dell’Atac i quali, a causa del suo essere ‘nero’, non si fermano alla fermata quando lo vedono in pensilina. Un ‘romanaccio’ autentico, tra l’altro, che parla e si esprime come il simpaticissimo Bobo Zarfati, ‘mitico’ meccanico della Garbatella che molti romani conoscono bene, poiché risolutore di problematiche automobilistiche da Formula 1.

Ci sono dei responsabili per la diffusione del germe ideologico razzista qui da noi? Ebbene, sì. Alcune forze politiche hanno mentito spudoratamente sostenuti da alcune trasmissioni televisive, al fine di denunciare una “invasione immigrazionista” che, in realtà, non c’è mai stata. E si è fatta una disinformazione a dir poco criminale in merito a un tasso di incidenza delle comunità straniere per i reati commessi in Italia, calcolati sulla totalità della popolazione immigrata – comprese le badanti romene e le donne di servizio peruviane – anziché limitarsi agli stranieri che avevano commesso dei reati. Un po’ come quando si calcola il tasso di incidenza dei tumori come principale causa di morte includendo anche i sani: una demagogia totalmente ‘dopata’, che si è trasformata in una trappola nella quale sono caduti in tanti. Persino a sinistra, come nel caso dello scrittore Antonio Scurati.

Un simile tasso di slealtà demagogica, sommato all’irresponsabilità di alcuni giornalisti televisivi, ha diffuso una percezione totalmente distorta della situazione, tormentata più che altro da alcuni problemi di integrazione perfettamente simili a quelli di molti altri Paesi europei. Un sovranismo ideologico spacciato per nazionalismo, che ha criminalizzato chiunque tentasse di occuparsi del problema, come nel caso delle Ong, al fine di speculare sulla questione per finalità puramente elettorali, spaventando una società che ha cominciato a dubitare persino di quei giovani di colore che qui da noi ci sono nati e cresciuti, in un quadro di integrazione socialmente accettabile.

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La responsabilità politica delle destre italiane è totale ed evidente: l’immigrato è stato trasformato nel perfetto colpevole di ogni problema. Ed è stato creato il ‘nemico perfetto’, menando il can per l’aia esattamente come era solito fare Adolf Hitler quando voleva annettere alla Germania nazista alcuni Paesi abitati da irrilevanti minoranze tedesche, come la Cecoslovacchia o la stessa Polonia. E come al solito, i Partiti democratici hanno scelto di seguire, nonostante i numerosi avvertimenti provenienti anche dal sottoscritto, la consueta e disonorevole politica di ‘appeasement’, esattamente come accaduto alla fine degli anni ’30 del secolo scorso. Perché in Italia, certe cose vanno da sé: qualcuno vince lo ‘Strega’, mentre altri restano inascoltati come Giovanni Battista quando gridava nel deserto. Un deserto nel quale la sinistra stessa si è ‘autoisolata’, ovviamente.

I movimenti e i Partiti politici democratici sono anch’essi colpevoli se, tra la guerra e il disonore, scelgono regolarmente il secondo. Quando alcuni demoni riappaiono alla nostra vista e cominciano a ‘strisciare’ tra noi, la risposta delle sinistre dovrebbe essere coraggiosa e innovativa. Come nel caso dello ‘ius culturae’, ancora oggi dileggiato da Matteo Salvini dopo esser stato a lungo accantonato da Matteo Renzi.

Lo ‘ius culturae’ sarà la prossima frontiera dello scontro, sia ben chiaro. Non si tratta di una questione affrontabile in questo momento, poiché siamo ancora tutti impegnati a uscire da una drammatica pandemia globale, a lungo negata sia dalle destre reazionarie, sia da quelle contrattualiste e ‘mignottare’. Ma credo sia il caso di prepararsi alla ‘pugna’ ormai, perché nella prossima legislatura sarà nuovamente l’immigrazione l’oggetto del contendere, in un perenne scontro tra chi propone soluzioni e chi si limita a diffondere odio e sfiducia nella società.

Perché non avere una destra moderata e conservatrice rappresenta un ‘handicap’ terrificante, in un Paese passato alla Storia per aver inventato il fascismo. E per averlo persino esportato. Con gli esiti che tutti noi conosciamo.

 

(6 giugno 2021)

©gaiaitalia.com 2021 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 




 

 

 

 

 

 

 

 




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