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Galloni risponde a Grillo: reddito universale, ma solo con moneta nazionale non a debito. “Il governo si sbrighi”, dice il Movimento Roosevelt

di Movimento Roosevelt #Comunicati twitter@gaiaitaliacom #Politica

 

L’economista, vicepresidente del Movimento Roosevelt: anche Draghi sa che, se non si rimedia immediatamente alla catastrofe dell’emergenza coronavirus, l’economia italiana subirà danni irreparabili. Se gli aiuti arrivano solo tra 4-5 mesi, addio aziende, dunque “Sì al reddito universale evocato da Beppe Grillo, ma non certo in previsione di una decrescita (che sarebbe infelicissima, basata sul crollo demografico della popolazione)”.

Lo dice l’economista Nino Galloni, vicepresidente del Movimento Roosevelt, promuove l’idea di un “reddito di quarantena”, specie per le aziende del settore turistico, le più colpite dall’emergenza coronavirus: “Saranno le ultime a riaprire. Ma se riceveranno aiuti solo fra 4-5 mesi, addio: non riapriranno più”. Per questo, secondo Galloni, occorre agire adesso, in modo immediato, “prima che la gente assalti i supermercati”. Reddito universale, cioè a tutti? “Si può pensare a un assegno da 1000-1500 euro mensili, ad una condizione: che la cifra non sia in euro, ma in moneta parallela emessa a costo zero dallo Stato. Cioè moneta pubblica e non convertibile, spendibile solo in Italia e dunque compatibile con le regole dell’Eurozona”.

Galloni sollecita il governo Conte ad agire con la massima urgenza: “Oltre al turismo, la stessa agricoltura rischia il tracollo: oggi è senza manodopera, domani sarà senza acquirenti. E l’abbandono forzato delle coltivazioni avrà conseguenze disastrose e di lungo periodo”. L’economista raccomanda inoltre di “evitare assolutamente un ulteriore indebitamento con l’Europa, che verrebbe scaricato sugli italiani attraverso una tassa patrimoniale”. L’iniezione di liquidità sovrana, nazionale, andrebbe poi necessariamente calibrata – sempre secondo l’economista – per supportare la ripresa, badando però a non esporsi al rischio di inflazione. Ben venga, in alternativa, l’ipotesi avanzata da Mario Draghi: “In quel caso l’Italia riceverebbe moneta a debito, ancora una volta, ma in quel caso l’esposizione verrebbe poi estinta, alla stregua del “debito di guerra”.

Per Galloni, allievo (come Draghi) di Federico Caffè, la crisi economica ingigantita dalla pandemia mette in crisi la stessa globalizzazione neoliberista, mettendo il mondo di fronte a scelte non più rinviabili. “Nel dopoguerra avevamo raggiunto ottimi risultati con un’economia mista, pubblico-privata, che metteva insieme capitalismo e solidarietà. Poi, siamo stati massacrati da 40 anni di liberismo privatizzatore. E ora – conclude Galloni – è evidente che ne usciremo solo tornando a un’economia mista, con un ruolo importante dello Stato, e soprattutto recuperando la sovranità monetaria”. Il tempo stringe, l’Italia rischia di crollare. Caposaldo della rinascita, la moneta statale parallela: “Se tutti vedessero che la moneta si può creare senza costo – dice Galloni – oggi scenderebbero in piazza a dire: ma scusate, se l’avete fatto per salvare le banche, perché non lo potete fare per salvare le persone?”.

 

 

(2 aprile 2020)

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