di Giovanna Di Rosa #Travaglio twitter@gaiaitaliacom #SilvioBerlusconi
“Evita” di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice al Regio di Torino il 4 maggio. Prima esecuzione assoluta della versione per orchestra sinfonica
Leggi l'articolo →E così col senno di poi scopriamo che l’infallibile Travaglio, Vate Massimo del giornalismo di parte che non sbaglia mai perché sbagliano sempre gli altri, degno erede del peggior Eugenio Scalfari – l’ultimo – l’infallibile Travaglio dicevamo, infallibile non è. Non solo perché sul suo partito di riferimento ha puntato una vita e si è trovato una sfiga, non solo perché marcia indietro non la fece mai, ma soprattutto per avere individuato in Silvio Berlusconi quell’Unto dal Signore che oggi scopriamo essere qualcun altro.
I fatti lo dimostrano: rosari, veglie di preghiera, chiamate da Medjugorje, manca il miracolo che sarà lì dietro l’angolo, forse con l’apparizione del papa polacco così caro al regime teocratico di Varsavia o con l’intercessione di qualche Ayatollah e il gioco è fatto: ecco l’Italia sotto il regime di Radio Maria, governato direttamente dall’etere con le confessioni peccaminosi in diretta e i dildo sotto al letto – che in fondo è l’Italia che ogni puttaniere sogna: fate quello che volete basta che nessuno lo veda e siate fedeli all’editto leghista del dite tutto e il contrario di tutto e fate tutto e il suo contrario.
Come poteva immaginare Travaglio che si sarebbe sbagliato lui che oltre ad essere giornalista infallibile è anche dio della disciplina dello scrivere facendo finta di avere un pensiero per servirne un altro, che proprio sull’investitura divina sarebbe caduto in fallo?
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Leggi l'articolo →Lo ricordiamo il Travaglio cercare di convincerci con articoli da maestro [sic] di quanto il suo giornale fosse contrario al matrimonio pentaleghista o della demenza, quando in realtà faceva il tifo e lo avrebbe fatto fino alla morte per vedere i suoi figliocci, i figliocci del Grillo, poter essere investiti di quelle cariche che li avrebbero rivelati all’Italia – che Travaglio deve odiare almeno quanto dice di amarla – per quello che sono: degli inutili ed impreparati poveracci messi al servizio di un gioco tanto più grande di loro da non conoscerlo nemmeno fino in fondo. Lo ricordiamo accanirsi con rabbia contro Renzi – che non è certo uno che di rabbia non ne provochi – salvo poi pagarne le conseguenze, civili, a suon di bigliettoni e lo ricordiamo apostrofare Silvio da Arcore con il nomignolo Unto del Signore. E c’è voluto dicembre 2019 al buon Travaglio per accorgersi, e noi con lui, che anche quella profezia era sbagliata.
L’Unto del Signore è un altro e noi forse non sopravviveremo a questo Natale (che non c’entra niente, ma fa tanto finale con significati e significanti).
(11 dicembre 2019)
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