E mentre Trump straparla delirando dall’alto della sua egopatia – “Stiamo massacrando l’Iran”, citiamo l’ANSA – il conflitto si allarga con l’esercito israeliano all’attacco di Teheran con centinaia di bombe e colpisce il quartier generale politico, le sedi centrali della pubblica sicurezza, stazioni di polizia e sistemi antiaerei. A Tehran manca l’energia elettrica.
E mentre Trump delira, sono già quattro i militari USA morti nella guerra lanciata dal presidente che aveva promesso al suo elettorato che mai avrebbe fatto guerre.
Intercettati due droni iraniani contro la base britannica di Cipro, e mentre la Grecia invia due fregate per la difesa dell’isola, il primo ministro britannico Starmer dice “decido io, non Trump e io decido che non ci uniremo agli attacchi” preferendo saggiamente un posizionamento difensivo all’insegna del non-si-sa-mai. Nel frattempo l’inarrestabile odio di Netanyahu si scatena anche in Libano. Naturalmente volano i prezzi di petrolio e gas. Naturalmente la presidente del Consiglio, tace. E’ possibile che la pontiera con gli USA non sappia cosa dire.
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(2 marzo 2026)
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