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Beppe Grillo: “Scegliamo a sorte i senatori”. Perché fino ad oggi come li hanno scelti?

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di Daniele Santi #pentaleghismo twitter@gaiaitaliacom #politica

 

 

Beppe Grillo ufficializza con il solito “coupe de théatre”ciò che il suo movimento ha sempre fatto: scegliere nel mucchio degli emeriti signor Nessuno, meglio se incolti e furiosi e con una certa facilità a genuflettersi al capo in nome di uno po’ di gloria, uno stipendio decente e quattro slogan (o fregnacce che dir si voglia), farli votare da un condominio di medie dimensioni così da distribuire una ventina di voti qua e una quarantina là, farli sentire i figli di dio e poi metterli in parlamento con tanto di contratto, penale e un compito preciso: pigiare il pulsante che gli viene ordinato quando gli viene ordinato.

Costo dell’operazione circa 15mila euro al mese, a spese degli Italiani, dei quali 15mila una certa percentuale finirà nelle tasche della Casa Madre. Sempre a spese degli Italiani.

La nuova boutade grillica non cambia nulla di ciò che è stato fatto, si limita semplicemente a dichiarare che siccome del valore delle persone che entrano in parlamento al M5S non frega un accidente i senatori saranno sorteggiati, insomma non più parlamentarie da qualche centinaio di voti quando sei stravotato, ma direttamente la selezione casuale.

E pensa addirittura ad una camera all’uopo: non sappiamo come si chiamerà, ma dovrebbe essere un’altra camera, perché le due che abbiamo non bastano più, piena zeppa di italiani eletti col metodo della selezione casuale, per essere – spiega Grillo – più “rappresentativa”. La proposta mette i brividi, ma il M5S non ci pensa. E’ impegnato ad aumentarsi gli stipendi.

Il comitato di garanzia del M5S ha infatti approvato un nuovo “regolamento per il trattamento economico dei portavoce eletti nel Parlamento italiano, nel Parlamento europeo e nei Consigli regionali” che parla di “taglio delle indennità e dell’assegno di fine mandato; rinnovato impegno a superare il privilegio dei vitalizi, sostituendolo con una pensione calcolata come per qualsiasi lavoratore, rinuncia a qualsiasi doppie indennità o rimborsi per altre cariche istituzionali ricoperte e trasparente e regolare rendicontazione delle indennità, dei rimborsi e delle spese sostenute per l’organizzazione di eventi M5S e delle spese di mandato per collaboratori, consulenze, altri eventi e convegni”.

Scrive Repubblica che la forzista Elvira Salvino ha già fatto le pulci al “ritocco al regolamento” e dichiara: “Nel giorno in cui si vogliono abolire i vitalizi agli ex parlamentari, si sono aumentati lo stipendio a 6250 euro al mese. Oltre ai 3250 euro netti di stipendio vero e proprio da parlamentari, nel nuovo regolamento i cinquestelle potranno trattenersi altri 3000 euro forfettari senza alcun giustificativo. E’ la solita doppia morale dei moralisti”.

E via col pentaleghismo.

 




 

(28 giugno 2018)

©gaiaitalia.com 2018 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 

 




 

 

 

 

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