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A proposito di No Tav chi restituirà il 40% di 8,6 miliardi di euro all’UE (+ interessi) Casaleggio? Grillo? La Lega?

di G.G. #Tav twitter@gaiaitaliacom #governo

 

 

Mentre la propaganda continua – vuota, stucchevole, insopportabile – e si susseguono le dichiarazioni di Di Maio, con tutto ciò che dichiara stupisce che gli rimanga il tempo per consultarsi con Salvini dato che le veline ci informano di consultazioni continue (senza combinare nulla), due temi dominano l’agone della politica. Il primo riguarda le questioni legate al curriculum del candidato di Lega e M5S per Palazzo Chigi, quel Giuseppe Conte, che parrebbe non solo non avere studiato alla New York University, ma non essere nemmeno consulente di Confcommercio (se non per una volta) e non fa più parte della Commissione Cultura di Confindustria (dal 2012). Lo scrive Il Post. Interessante, potete leggerlo qui, il fatto che nel curriculum del candidato premier si parli di “Perfezionamento studi giuridici presso: International Kultur Institut (Vienna, 1993)” tra gli altri: l’istituto viennese risulta essere una scuola di tedesco. Riguardo poi allo studio legale da lui fondato nel 2002 risulta a Il Foglio che Conte era soltanto un collaboratore esterno: “Non risulta che il prof. Conte sia mai stato sul sito come avvocato dello studio”, dice lo studio Alpa al Foglio. Sul sito del Consiglio nazionale forense però il domicilio dell’avvocato Giuseppe Conte, nato a Volturara Appula, coincide con l’indirizzo e con il numero telefonico dello studio legale Alpa. Se Conte avesse davvero “aperto con Alpa un nuovo studio legale”, ci troveremmo davanti al primo caso di studio legale fondato a sua insaputa”. Il Foglio non ci va giù leggero. Come sua abitudine.

Misteri italiani che non sono nemmeno misteri. In fondo. Perché ce ne sono sempre altri da scoprire. Uno dei tanti è spiegarsi come mai, dopo avere gridato per anni contro presidenti del Consiglio “non eletti”, Lega e M5S si trovino a fare il nome al presidente Mattarella di un premier “non eletto”, sempre per via di quella italica tendenza ad essere un po’ i dittatorelli del se lo fai tu non va bene, ma se lo faccio io sì.

C’è poi un’ulteriore questione che riguarda il 40% di 8,6 miliardi di euro totali che l’Unione Europea ha tirato fuori per la Torino-Lione che nel malaugurato caso non venissero usati andrebbero restituiti (con gli interessi). Ci chiediamo, in quel malaugurato caso, chi restituirà quei soldi: Casaleggio? Grillo? La Lega – specializzata in beghe che riguardino la restituzione di soldi? O saranno soldi che usciranno dalle nostre tasche ancora una volta perché parlare bene è una cosa, ma poi fare quel che si dice è un’altra?

 


(22 maggio 2018)

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