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Storia semiseria di filmati da postare e solitudini (o di quando si faceva sesso)

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di Daniele Santi, twitter@gaiaitaliacom

 

 

Un conoscente appena post maggiore età mi raccontava qualche sera fa la sua ultima straordinaria avventura: ubriaco, lui ed i suoi compari ubriachi,avevano pensato di farsi un video mentre – allegramente – fingevano di possedersi l’un l’altro in un trenino esilarante [sic] composto da 11 (undici!) maschietti sedicenti eterosessuali, simpatie di destra per la cronaca, che fingevano la multipla sodomia per far ridere qualcuno su You Tube. Girato il filmaccio da un dodicesimo compare che aveva rifiutato di calarsi calzone e mutanda en plein air offrendosi il voyeuristico piacere di filmare e rivedere, qualcuno è improvvisamente rinsavito e si è ricordato che quando cerchi un lavoro, ammesso che tu lo cerchi, al giorno d’oggi è prassi che chi pensa di assumerti si faccia un giretto per i profili social del candidato e che un trenino simil-erotico di adolescenti ubriachi o semi-ebbri con pantalone e mutande alle caviglie simulanti multiple possessioni reciproche, avrebbe potuto creare problemi.

Upload sospeso, ma filmato rimasto gelosamente custodito nel telefonino del mio conoscente appena post diciottenne.

Alla mia domanda sul perché inventarsi un tale straordinario [sic] momento di divertissement il mio amico recentemente post diciottenne ha detto che c’era voglia di svagarsi. Gli ho risposto che io alla sua età invece di fingere copule da postare su un social trombavo sul serio – che era anche uno svago – e che magari, ammesso che l’arnese che viene fornito di default fosse adatto all’uso, consigliavo vivamente di fare altrettanto, dato che farlo sul serio, e in privato, procura più piacere e meno rischi che fingerlo in pubblico.

Se ne è stato zitto un po’. Poi mi ha chiesto: “Allora la trasgressione dov’è?”. Così che io, finalmente!, ho capito. L’upload del corpo nudo calzone e mutanda alla caviglia sul social che simula l’innominabile atto è “per convenzione” una “trasgressione”. E io che pensavo, nella mia idiozia, che “trasgredire” per il gusto di trasgredire fosse il supremo atto di conformismo dal quale rifuggire ad ogni costo. Così che ho ritenuto indispensabile rivolgergli la domanda che avevo intenzione di non rivolgergli : “Senti Daniele, ma tu sesso ne fai?”. E lui mi ha risposto: “No. faccio da solo”.

Non sarà che tutta l’idiozia che ci circonda è generata dal fatto che non si tromba più?

 





(31 agosto 2017)

©gaiaitalia.com 2017 – diritti riservati, riproduzione vietata

 




 

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