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Piero Pelù scopre che le matite non sono indelebili, era uno dei grandi misteri dell’universo

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piero-pelu-00di Daniele Santi

 

 

 

 

 

Essere gèni è complicato. Mantenere il proprio livello di genialità lo è ancora di più. Così che scoprire che le matite non sono indelebili, ma cancellabili, porta a confrontarsi con un dato inconfutabile della storia dell’umanità: l’esistenza della gomme per cancellare. La scoperta porta conseguentemente ad azioni di sì straordinario coraggio, come comunicare su Twitter di avere denunciato il gravissimo attentato alla democrazia al presidente del seggio.

 


L’atto che salverà il futuro dell’Italia e che la transiterà nel futuro di Eutòpia, paese di chi ci crede e continua a crederci (in realtà cd dei Litfiba, perché bisogna pur mangiare), è stato reso pubblico dall’eroico Piero Pelù, di professione cantante e giudice di talent televisivi che, tutta l’Italia lo sa, hanno contribuito all’evoluzione del paese. Amatissimo front-man dei Litfiba, un tempo gruppo di successo, ultimamente è stato risvegliato, da eventi a noi sconosciuti, alla consapevolezza di avere un pensiero utile al futuro dell’Italia e che il postarlo, questo pensiero, sia l’unica azione che lascerà traccia del suo passaggio su questa terra del polvere siete e polvere ritornerete. E’ naturalmente una sua personale opinione dalla quale ci sentiamo di dissentire.

 

Vero è che c’è una certa dose di fortuna nel vivere nello stesso paese di sì impavidi difensori della democrazia. Grazie a loro dopo i frigoriferi che vagano per Roma depositandosi tra i rifiuti preda della loro straziante solituine, abbiamo scoperto un nuovo nemico: la matita che non è indelebile. I colpevoli? I pennarelli naturalmente. Venduti soltanto all’oligarchica casta che disprezza il popolo offrendogli di votare con volgari matite. Che qualunquismo. Che disprezzo. Che barbarie. Che renzismo.

 

 

 

 

(4 dicembre 2016)

 

 

©gaiaitalia.com 2016 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

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