Pubblicità
12.1 C
Roma
11.3 C
Milano
Pubblicità
PubblicitàBritish School Banner 2023

POLITICA

PubblicitàLancio Master 2023 Limited Edition

ESTERI

Pubblicità
Pubblicità
HomeCopertina"Giustappunto!" di Vittorio Lussana: Quell’estate del ‘69

“Giustappunto!” di Vittorio Lussana: Quell’estate del ‘69

GAIAITALIA.COM NOTIZIE anche su TELEGRAMIscrivetevi al nostro Canale Telegram

Vittorio Lussana 02di Vittorio Lussana  twitter@vittoriolussana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In questo ‘scorcio’ di luglio, vogliamo ricordare ‘l’allunaggio’, avvenuto 47 anni fa, dei due astronauti americani, Neil Armstrong e Buzz Aldrin, sul nostro unico satellite: la Luna. Ci stiamo cioè avvicinando al mezzo secolo di distanza da quella notte, trascorsa davanti alla televisione. Dopo quella serie di imprese previste dal programma spaziale ‘Apollo’ della Nasa non ci pare vi siano stati significativi passi in avanti nella conquista dello spazio. Eppure, in quegli anni eravamo tutti convinti che, nel giro di poco tempo, avremmo ‘colonizzato’ satelliti, stelle e pianeti. Forse, a un certo punto sono finiti i soldi. Nel frattempo, due ‘Space Shuttle’ sono esplosi, il primo mentre era in fase di decollo, nel 1986 e il secondo, più recentemente, durante la sua fase di ‘rientro’,  qualche sonda ha raggiunto Plutone, degradandolo a pianeta di serie ‘B’ e un paio di quest’ultime hanno deposto su Marte dei piccoli robot telecomandati, i quali ci hanno inviato una serie di fotografie un po’ confuse e piuttosto desolanti del pianeta ‘rosso’. In buona sostanza, nel nostro sistema solare non c’è granché di interessante, a parte il sole e il nostro stesso pianeta: la Terra. In tutti gli altri o non c’è un ‘tubo’, oppure risultano totalmente inospitali: per quale ‘diavolo’ di motivo dovremmo andarci proprio non si sa. Marte sembra essere il pianeta più ‘accettabile’, ma sulla sua superficie ci sono solamente sassi ‘sparsi’ e una condizione ambientale morfologicamente monotona: Spinaceto a Ferragosto è molto più vivace. A prescindere dalla questione dell’esistenza o meno degli alieni, che senz’altro ‘gironzolano’ anche da queste parti da millenni ma che non gliene ‘frega’ un’emerita ‘ceppa’ di noialtri terrestri, quel che vale la pena ricordare dell’impresa di Armstrong e Aldrin è che essa venne organizzata e calcolata esattamente nei tempi e nei modi previsti nel 1961 dal presidente degli Stati Uniti, John Fitzgerald Kennedy. Perché negli anni ’60, quando si diceva di voler fare una cosa qualsiasi, poi bisognava realizzarla nei modi e nei tempi in cui la si era annunciata o proposta. Forse, l’esistenza di una superpotenza concorrente, l’Urss, stimolava comportamenti più impegnativi e coerenti. Al punto da farci quasi rimpiangere, oggi, quei lunghi decenni di ‘guerra fredda’. Alla fine, la contrapposizione tra due sistemi economici distinti aveva generato una competizione che possedeva alcuni aspetti ‘sani’ e, per certi versi, ‘nobili’: era una ‘sfida’ a chi più rispettava la parola data. Probabilmente, eravamo solamente più ingenui. Eppure, in quell’epoca, ogni tanto si vivevano momenti di saggezza umana e di avanzamento civile indiscutibili. Tutto era molto più chiaro, in un certo senso: o si stava da una parte, oppure dall’altra. Ma quella divisione del mondo corrispondeva a una maggior coesione interna di quasi tutti i singoli Paesi. Al contrario, oggi il mondo appare unito e globalizzato, mentre le nostre società, viceversa, risultano divise e frammentate al loro interno, devastate dalla confusione e dall’incoerenza. E’ molto cambiato il mondo, da quell’estate del 1969. E non sempre in meglio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(22 luglio 2016)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

©gaiaitalia.com 2016 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 

 

LEGGI ANCHE