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“Il municipio ha fatto tutto il possibile per impedire che la situazione degenerasse e che in una manifestazione, ormai strumentalizzata politicamente, finissero cittadini impauriti. Chi soffia sul fuoco della tensione sociale compie un atto profondamente irresponsabile e mette in pericolo i cittadini, seguendo una logica che ha come unico obiettivo la violenza.
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Lo Stato, anche attraverso la Prefettura, ha il dovere di difendere i più deboli, sempre e comunque, ed in questo caso non c’è dubbio che i più deboli siano i migranti, uomini e donne che fuggono dalle guerre, fame e povertà.
Noi intanto andiamo avanti con il nostro lavoro sul territorio, ogni giorno al fianco di chi è più debole, al fianco delle famiglie e degli anziani dei nostri quartieri, per dare aiuto e assistenza veri e per promuovere integrazione e convivenza pacifica”. Così in una nota il presidente del Municipio XIV, Valerio Barletta.
Anche l’Assessore capitolino alle Politiche sociali, Francesca Danese commenta i disordini in corso a Casale San Nicola: “Di fronte ai gravi episodi di violenza ai quali assistiamo in queste ore, voglio esprimere sincera solidarietà a tutte quelle persone che, scappate da guerre e persecuzioni, oggi sono vittime dell’intolleranza e delle strumentalizzazioni di pochi irresponsabili, che cavalcano tensioni e disagio sociale a fini politici”.
“La mia solidarietà – prosegue Danese – va anche agli agenti di polizia rimasti feriti negli scontri, al presidente del Municipio XIV Valerio Barletta, e ai residenti del quartiere, anch’essi vittime di chi fomenta odio e discriminazione e non rappresenta in alcun modo la città.
Roma, infatti, è una capitale dell’accoglienza. Lo hanno dimostrato le immagini, ancora impresse negli occhi di ciascuno di noi, dei tantissimi cittadini che solo poche settimane fa hanno intrapreso una gara di solidarietà a favore dei profughi della tensostruttura a Tiburtina.
Continueremo a fare la nostra parte per rendere il sistema dell’accoglienza sempre più efficiente e marginalizzare quella minoranza che specula sulla pelle dei più deboli”, conclude Francesca Danese.
(17 luglio 2015)
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